TEHERAN, 25 GIU – Diciannove prigionieri politici iraniani sono da diversi giorni in sciopero della fame e due di loro, tra i quali un ex vice ministro degli Esteri, sono stati ricoverati in ospedale per l'aggravarsi delle loro condizioni. Lo scrive oggi il sito dell'opposizione Kaleme.
L'ex vice ministro, in carica durante il governo del presidente riformista Mohammad Khatami, e' Mohsen Aminzadeh, ricoverato con un altro compagno di detenzione nel reparto di cardiologia intensiva dell'ospedale Modarres di Teheran.
Aminzadeh fa parte di un gruppo di 12 prigionieri politici rinchiusi nel carcere di Evin a Teheran che hanno avviato lo sciopero della fame il 17 giugno scorso per chiedere che le autorita' facciano luce sulla morte di due oppositori avvenuta nelle ultime settimane: Haleh Sahabi, figlia dello storico dissidente Ezatollah Sahabi, morta in seguito a scontri con la polizia avvenuti al funerale del padre, e il giornalista Reza Hoda Saber, deceduto per un attacco cardiaco mentre conduceva a sua volta un digiuno di protesta in carcere. Allo sciopero della fame si sono uniti giovedi' scorso anche sei detenuti del carcere di Rajai Shahr, una ventina di chilometri a ovest di Teheran.
Appelli ai prigionieri politici perche' mettano fine alla loro forma di protesta sono stati rivolti dall'ex presidente Khatami e in una lettera aperta firmata da 118 giornalisti.
