BEIRUT – Le case di 12 seguaci della religione Bahai in Iran sono state perquisite da agenti dei servizi segreti che vi hanno fatto irruzione nell'ambito di un'azione volta ad espropriare questa setta di un cimitero nella citta' curda di Sanandaj. Lo afferma in una nota l'ufficio stampa della comunita' internazionale dei Bahai, denunciando non meno di 30 episodi di vandalismo compiuti contro cimiteri di questa religione nella Repubblica islamica dal 2007, anche con l'uso di bulldozer.
''Non contente di perseguitare i vivi, le autorita' iraniane disturbano anche la pace dei defunti'', ha affermato Diane Alai, rappresentante della comunita' Bahai presso le Nazioni Unite a Ginevra, aggiungendo che ''tutto cio' viola gli standard internazionali dei diritti umani''.
Le irruzioni nelle case dei Bahai a Sanandaj sono avvenute il mese scorso, ma soltanto ora se ne e' avuta notizia. Durante le perquisizioni sono stati sequestrati libri, computer, cd, telefoni cellulari e documenti personali. Negli ultimi due anni, 14 Bahai sono stati condannati a pene detentive fino a 20 anni in Iran, dove questa religione e' considerata eretica.
I Bahai – sette milioni nel mondo e 300mila nella Repubblica islamica – sono seguaci del profeta Baha Ullah, vissuto nel XIX secolo e propugnatore di una riforma dell'Islam con forti venature di tolleranza, pacifismo, rispetto delle altre religioni e riconoscimento dei diritti delle donne. Spesso i Bahai in Iran sono accusati di vicinanza con Israele perche' hanno un quartier generale a Haifa.
