Iran: condom ai detenuti per incitare allo stupro dei compagni di cella

ROMA – Un'altra denuncia agghiacciante dei 'metodi' che il regime di Teheran applica contro gli attivisti: lo stupro di massa è sistematicamente usato nelle principali prigioni iraniane come strumento di intimidazione.

Le guardie carcerarie fornirebbero addirittura preservativi ai criminali dietro le sbarre per spingerli ad abusare dei propri compagni di cella. Lo raccontano gli stessi detenuti e le loro famiglie che spesso ne raccolgono gli sfoghi disperati che in tanti affidano a lettere e messaggi alcuni dei quali sfuggiti ai serratissimi controlli e arrivati nelle mani di chi puo' diffonderli o pubblicarli.

Mehdi Mahmoudian lo ha fatto attraverso il sito riformista 'Kaleme', scrive oggi il britannico Guardian: ''Lo stupro è diventato comunemente praticato in varie celle della prigione'' ha scritto Mehdi, un riformista, detenuto nella prigione di Rajaeeshahr, a Karaj (20 chilometri a ovest di Teheran) dal 2009 quando è stato arrestato nelle contestazioni seguite alla rielezione di Ahmadinejad con l'accusa di aver parlato alla stampa della repressione nel Paese.

Ma c'è anche un documento, sottoscritto da 26 attivisti politici arrestati a partire dal 2009 e indirizzato all'autorità carceraria nazionale, in cui si accusano apertamente il ministero dell'intelligence e le guardie rivoluzionarie di perpetrare abusi a danno dei detenuti con metodi assolutamente illegali, comprese le violenze sessuali.

''Nella prigione di Rajaeershajr quelli che hanno la faccia carina e non sono in grado di difendersi o non possono permettersi di pagare per essere lasciati in pace, vengono portati con la forza in diverse celle tutte le notti – scrive ancora Mahdi Mahmoudian, che nel frattempo è stato trasferito in isolamento per via del clamore suscitato dalle sue rivelazioni – La situazione è tale che chi è vittima di violenze ha addirittura un 'proprietario' che lo 'affitta' ad altri e poi magari lo 'vende'.

Storie raccapriccianti che emergono anche dai racconti di familiari dei detenuti comparsi su un altro sito dell'opposizione, Jaras: ''Durante esercizi di ginnastica i più forti tentano apertamente di avere rapporti sessuali con i più deboli. Criminali vengono ripetutamente visti aggirarsi con preservativi in mano alla ricerca di vittime'' mentre le guardie carcerarie fanno finta di non vedere.

Non sono comunque queste le prime denunce del genere, già nel suo rapporto annuale per il 2010 Amnesty International aveva segnalato e documentato violenze sessuali all'interno delle prigioni iraniane, adesso chiede alle autorità di Teheran che si apra un'inchiesta.

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Maria Elena Perrero