Iran. Confermata in appello la condanna cineasta Panahi

TEHERAN, 15 OTT – E’ stata confermata in appello la condanna del cineasta iraniano Jafar Panahi Il regista internazionalmente noto e’ stato condannato nel dicembre scorso a sei anni di carcere e a non esercitare per 20 anni la sua attivita’ sia in Iran che all’estero. L’accusa e’ di ”aver condotto attivita’ contro la sicurezza nazionale e propaganda contro il regime”.

Nonostante la mobilitazione internazionale a favore di Panahi, la condanna e’ stata confermata insieme al divieto di viaggiare all’estero e di dare interviste, ha detto all’Afp un familiare dell’artista.   Panahi, che sarebbe ancora in liberta’ secondo la stessa fonte, era stato arrestato nel marzo 2010 ed era rimasto in carcere per tre mesi.

‘Mi hanno condannato a 20 anni di silenzio ma io continuo a battermi per un tempo in cui ci sara’ tolleranza reciproca, rispetto per le opinioni degli altri e in cui sapremo vivere per gli altri”, aveva scritto Panahi in un toccante messaggio indirizzato al Festival di Berlino nel febbraio scorso, dove avrebbe dovuto essere membro della giuria.   Per la sua liberazione su cauzione, dopo 88 giorni di prigione, si erano battuti per mesi decine di artisti in tutto il mondo, fra i quali Steven Spielberg, Martin Scorsese, Ang Lee, Oliver Stone e il collega iraniano Abbas Kiarostami.

All’ultimo festival di Venezia, avrebbe dovuto intervenire il regista Mojtaba Mirtahmasb, co-realizzatore del diario clandestino sulla sua condizione, ‘This is not a film’, ma all’aeroporto di Teheran gli era stato tolto il passaporto. Lo stesso Mirtahmasb e’ stato arrestato nelle scorse settimane insieme ad altri quattro documentaristi iraniani e una distributrice cinematografica, con l’accusa di aver collaborato con il servizio in persiano della BBC. Alcuni di questi, ma non lui, sono stati liberati su cauzione.

Published by
admin