Iran, crei caos nell'economia? Rischi l'impiccagione

TEHERAN, 1 FEB – Quelli in Iran che creano il caos nell' economia e nel mercato della valuta estera possono anche rischiare l'impiccaggione: l'avvertimento – che segnala un perdurante allarme delle autorita' per la forte crisi del rial di queste ultime settimane – arriva dal capo della magistratura Sadegh Larijani. Inoltre, ha accusato, dietro gli attuali problemi – con conseguente corsa all'acquisto di oro e valuta forte ed effetti inflazionistici gia' palpabili – vi e' la responsabilita' di ''mani straniere'' e di alcuni siti di informazione esteri.

Anche il capo della polizia, Esmail Ahmadi Moghadam, ha dichiarato l'impegno delle forze dell'ordine per contrastare quanti vendono illegalmente dollari. Dollari il cui prezzo negli uffici di cambio autorizzati e' stato fissato nei giorni scorsi a 12.380 rial, ma che ancora oggi veniva venduto clandestinamente anche a 18.000. ''Alla vigilia delle elezioni – ha detto Moghadam, con riferimento alle legislative del 2 marzo – i media stranieri puntano a creare insicurezza sul fronte economico, tentando di provare che quanto accade e' il risultato delle sanzioni''. A pronunciarsi e' stato anche il ministro dell'economia Shamseddin Hosseini, annunciando che il governo non permettera' l'impiego di valuta straniera che abbia provenienze sconosciute.

Il capo della camera di Commercio di Teheran Yahya Ale-Eshaq, da parte sua, ha precisato oggi secondo Press Tv che le riserve di oro dell'Iran, per 907 tonnellate, hanno raggiunto il record di 17,5 miliardi di dollari, al valore di 600 dollari l'oncia, mentre le riserve di valuta estera ammontano a 120 miliardi di dollari, contro i 100 miliardi dello scorso anno. Intanto oggi il presidente, Mahmoud Ahmadinejad, ha presentato in Parlamento il bilancio preventivo per il nuovo anno, che nel calendario persiano si apre il 20 marzo prossimo. Un bilancio che ammonta a circa 5.100.000 miliardi di rial, il 5.6% in meno – riferisce l'Irna – dell'anno scorso.

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Elisa D'Alto