«Ieri sera mia sorella, la dottoressa Nushin Ebadi, docente presso la facoltà di Medicina dell’Università Azad di Teheran, è stata arrestata nella sua abitazione da agenti dell’Intelligence e portata in un luogo sconosciuto», afferma la Premio Nobel Shirin Ebadi in una dichiarazione diffusa dal sito Rahesabz.
Shirin Ebadi aggiunge che due mesi fa la sorella, che non è impegnata in alcuna attività politica, era stata convocata dagli apparati di sicurezza.
«In quella occasione – afferma la Premio Nobel – le è stato detto che doveva convincermi a cessare le mie attività in difesa dei diritti umani, altrimenti sarebbe stata arrestata».
Shirin Ebadi, che si trova all’estero dalle elezioni presidenziali dello scorso giugno, ha continuato a criticare il regime. «L’arresto di mia sorella – aggiunge la Premio Nobel – è un atto illegale. Il Paese ha bisogno ora di calma più che in qualsiasi altro momento e questo può essere ottenuto solo rispettando la legge. Ogni atto illegale avrà conseguenze negative».
Il sito web ha inoltre riferito dell’arresto di tre giornalisti e una attivista dei diritti umani.
Morteza Kazemian, giornalista del quotidiano riformista Etemad e di altri siti web dell’opposizione, e l’attivista Mansoureh Shojai sono stati arrestati intorno alla mezzanotte, mentre un altro giornalista, Mohammad Javad Saberi, è stato arrestato nei pressi dell’università di Teheran.
Proprio oggi i parlamentari iraniani hanno chiesto una punizione esemplare per i responsabili delle proteste scoppiate durante le commemorazioni dell’Ashura, condannando i «disgustosi commenti» dei governi occidentali sulle tensioni di domenica scorsa e accusando i manifestanti di essere «anti-religiosi» e «contro-rivoluzionari».