Safar Angooti ha 20 anni e fra un giorno morirĂ impiccato, il regime iraniano ha deciso la data della sua esecuzione. Ha ucciso un ragazzo durante una rissa in strada quando aveva appena 17 anni. Era minorenne all’epoca del reato, quando ha ammazzato il suo rivale in amore, Mehdi Rezaee. Ma per gli uomini di Ahmandinejad non importa.
Il suo avvocato è lo stesso che aveva difeso Behnoud Shojaee e Delara Darabi, ma come per loro Mohammed Mostafei ha perso la sua battaglia in tribunale. Il ragazzo finirà nelle mani del boia.
Per il diritto degli ayatollah, dopo i 15 anni di etĂ i maschi e dopo i 9 anni le femmine chi si macchia di un delitto è da considerarsi adulto e perciĂ² gli spetta la pena come cittadino a tutti gli effetti. Impiccare un giovane per un crimine commesso prima dei 18 anni non viola la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell’infanzia, almeno per la Repubblica Islamica.
Amnesty International e altre organizzazioni umanitarie erano riuscite a fermare l’esecuzione, ma la data dell’impiccagione è stata solamente rimandata. Doveva essere il 6 maggio e non è avvenuta. Ora perĂ² Safar potrĂ trascorrere le sue ultime 24 ore di vita. Teheran ha giĂ deciso, senza possibilitĂ di revoca, nonostante le pressioni della comunitĂ internazionale.
