BAGHDAD – Una commissione d'inchiesta parlamentare è stata costituita in Iraq per indagare su un presunto contrabbando di petrolio, dopo che nei giorni scorsi le autorità di Baghdad avevano accusato la regione del Kurdistan di vendere illegalmente il greggio da essa prodotto, in particolare all'Iran. Lo ha annunciato oggi il presidente del Parlamento, Osama al Nujaify.
''Non accetteremo alcuna attività di contrabbando di petrolio iracheno e severe misure saranno prese se verrà provata l'esistenza di una tale attività'', ha affermato al Nujaify.
A parlare di contrabbando era stato lunedì il vice primo ministro per gli affari dell'energia, Hussein Shahrestani, dopo che le autorità del Kurdistan avevano annunciato la sospensione della fornitura del petrolio da loro estratto alle autorità centrali per l'esportazione. La sospensione era stata decisa per protestare contro quello che era stato denunciato come il mancato pagamento da parte di Baghdad delle spese per il pagamento delle compagnie petrolifere straniere che estraggono il greggio da due giacimenti nella regione.