IRAQ, BAGHDAD – Una donna e’ stata ‘giustiziata’ dai miliziani dello Stato islamico (Isis) in Iraq per avere imprecato contro i jihadisti e cercato di convincere i commercianti di un mercato locale a non vendere loro alcuna merce. Lo ha riferito un responsabile della polizia di Kirkuk, nella cui provincia e’ avvenuta l’esecuzione sommaria. Ma il portavoce per le operazioni congiunte militari, il

colonnello Qassem Atta, ha detto che sono gia’ 40, comprese 6 donne, le persone uccise con esecuzioni sommarie dall’Isis nelle regioni sotto il suo controllo per avere sfidato pubblicamente i jihadisti.
Tra questi, un professore di Diritto dell’universita’ di Mosul, Mahmud al Asaly, che secondo fonti tribali locali e’ stato assassinato per aver preso posizione contro il trattamento riservato ai cristiani. La donna uccisa vicino a Kirkuk, ha detto il tenente colonnello Hamid al Obaidi, si chiamava Soraya al Jubury, aveva poco piu’ di 40 anni ed era vedova di un membro delle milizie Sahwa (‘risveglio’), fondate alcuni anni fa tra la comunita’ sunnita per combattere la presenza di Al Qaeda in Iraq.
Il marito era morto in combattimenti nel 2007. Anche il figlio fa parte delle stesse milizie, ma e’ in servizio in un’altra citta’. La donna e’ stata uccisa a colpi d’arma da fuoco in strada nei pressi della sua abitazione, nel villaggio di Al Zab, a sud-ovest di Kirkuk, secondo quanto hanno riferito alcuni testimoni. “Era una donna coraggiosa, piu’ coraggiosa di tutti noi, che ha sfogato tutta la rabbia che era andata montando dentro di lei e ci ha invitato a non sottometterci ma a resistere”, ha detto un testimone locale, Ammar Khairy.
Altri residenti hanno detto che, dopo l’uccisione di Soraya, molti commercianti hanno rifiutato di recarsi al mercato, e hanno ripreso a farlo solo dopo che l’Isis ha ritirato sei dei suoi miliziani, con il volto coperto, che facevano la guardia alle entrate.
