USA. Testimoni alla sbarra per strage dei mercenari Blackwater a Baghdad

Contractors della Blackwater a Baghdad

USA, WASHINGTON – Nell’aula di un tribunale federale di Washington e’ cominciata la deposizione dei testimoni dell’accusa nel processo a quattro dipendenti della societa’ di sicurezza privata Usa Blackwater che il 16 settembre 2007, mentre erano di scorta ad un diplomatico americano, aprirono il fuoco in una piazza di Baghdad uccidendo 17 iracheni e ferendone numerosi altri, ritenendo di essere sotto attacco.

Nei prossimi mesi e’ prevista la deposizione di oltre quaranta iracheni, e secondo il Dipartimento della Giustizia si tratta del piu’ alto numero di testimoni stranieri in un processo negli Usa, per il quale sono state stanziate cospicue risorse.

Il primo testimone, Mohammed Hafedh Abdulrazzaq Kinani, ha deposto la settimana scorsa, ma mentre raccontava di come suo figlio Ali e’ morto dopo esser stato colpito da un proiettile alla testa, e’ scoppiato in un pianto incontrollabile e il giudice, riferisce il New York Times, ha fatto uscire dall’aula la giuria. Il giorno dopo, una giurata ha affermato di essere rimasta talmente scossa da non essere riuscita a dormire e il giudice le ha lasciato un giorno di riposo. Al banco dei testimoni e’ salito anche un uomo che quel giorno dirigeva il traffico, Sarhan Deab Abdul Moniem, che ha raccontato la morte di un altro bimbo. Era nell’auto di una donna, che “urlava e piangeva, chiedeva aiuto per suo figlio”, che era ormai senza vita e lei teneva tra la braccia.

Il processo, con accuse che vanno dall’omicidio all’omicidio colposo fino a reati relativi alle armi, e’ iniziato quindici giorni fa, quasi sette anni dopo i fatti, e i quattro imputati – Paul Slough, Evan Liberty, Dustin Heard e Nicholas Slatten – si sono dichiarati non colpevoli. Secondo la difesa, quel giorno ci fu una detonazione a breve distanza da dove si trovavano i contractor della Blackwater, che ritennero quindi di essere stati presi in un’imboscata e che affermarono di essere stati presi di mira dal tiro incrociato degli insorti. La vicenda ebbe all’epoca grande eco e pesanti ripercussioni, esacerbando ulteriormente i sentimenti anti-americani che gia’ erano fortemente in aumento in tutto l’Iraq.

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lgermini