Almeno venti pellegrini sono morti e 116 sono rimasti feriti questa mattina in un attentato dinamitardo alle porte della città santa di Kerbala in Iraq. Il bilancio sulla strage appare comunque al momento solo provvisorio in quanto i feriti, alcuni dei quali molto gravi, vengono continuamente portati ai posti di pronto soccorso degli ospedali.
Secondo le prime indicazioni, il potente ordigno che ha provocato la strage era stato nascosto in una motocicletta ed è stato fatto detonare davanti all’istituto tecnico all’ingresso Est della città, dove i pellegrini affluiscono a decine di migliaia per le celebrazioni dell’Arbain, che segneranno il culmine venerdì.
L’Arbain è una delle ricorrenze più sentite dagli sciiti e segna la fine dei 40 giorni di lutto osservati ogni anno in occasione dell’anniversario dell’uccisione dell’imam al Hussein, nipote del profeta Maometto, nell’anno 681, il cui mausoleo sorge a Kerbala.
Da diversi anni, i pellegrinaggi a Kerbala sono un obiettivo ricorrente del terrorismo. Appena due giorni fa oltre 40 persone dirette a piedi al mausoleo dell’imam Hussein sono state uccise e un centinaio di altre ferite in un attentato messo a segno da una donna kamikaze alle porte di Baghdad.
Ieri sera, poco prima della mezzanotte, altri due pellegrini erano stati uccisi e 23 altri feriti in un’esplosione ancora una volta a Kerbala.