Israele amplia gli alloggi a Gerusalemme est

GERUSALEMME – Israele ha annunciato oggi di aver autorizzato l'ingrandimento di 2.000 alloggi nel quartiere ebraico di Ramat Schlomo, nella Gerusalemme Est occupata nel 1967. L'annuncio, dato dal ministro dell'interno e che rischia di essere un nuovo colpo assestato alle possibilita' di una ripresa del processo di pace con i palestinesi, mortificato da anni, e' coinciso con l'incontro fra il premier dello Stato ebraico, Benyamin Netanyahu, e l'Alto responsabile della politica estera dell'Ue, Catherine Ashton.
Contestualmente e' saltato – rinviato sine die – il previsto incontro di domani al Cairo fra il presidente palestinese Abu Mazen (Mahmud Abbas, capo di Al Fatah) e il leader politico di Hamas, Khaled Meshaal, che avrebbe dovuto creare le premesse per la formazione di un governo palestinese ''sopra le parti''.
''La commissione per la pianificazione e l'urbanizzazione di Gerusalemme – si legge in una nota del ministero degli Interni israeliano – ha autorizzato l'ingrandimento i 2.000 alloggi nel quartiere di Ramat Schlomo'' nella misura di ''una camera supplementare per ciascun alloggio''. La decisione, dice la nota, ''permettera' di rispondere ai bisogni delle famiglie numerose'' che vivono nel quartiere. Israele si e' piu' volte difeso dalle critiche palestinesi e internazionali sulla crescita degli insediamenti come ostacolo alla pace, sostenendo che i progetti edilizi nelle colonie ebraiche assecondano solo la naturale crescita demografica.
Ma com'era gia' accaduto nel marzo del 2010, quando Israele comunico' la costruzione di 1.600 nuovi alloggi proprio a Ramat Schlomo durante la visita del vicepresidente Usa, Joe Biden, cosi' oggi il nuovo annuncio e' stato dato in coincidenza con l'incontro di Netayahu con la Ashton, venuta in Israele per esplorare la possibilita' di una riavviare il processo negoziale. Processo che secondo il ministro degli esteri israeliano, Avigdor Lieberman, ha possibilita' ''nulle'' di riprendersi prima di settembre, quando i palestinesi promettono di proclamare unilateralmente l'indipendenza della Palestina davanti all'Assemblea generale dell'Onu nel Palazzo di Vetro. Sull'incontro non e' trapelato nulla, ma fonti israeliane avevano anticipato che Netayahu avrebbe detto alla Ashton che la proclamazione unilaterale di uno stato palestinese causerebbe ''danni irrimediabili'' al processo di pace.
Tutto rinviato, intanto, per l'annuncio del nuovo governo di unita' nazionale palestinese, che doveva sancire la riconciliazione fra Al Fatah e Hamas, che dal 2007 ha preso con la forza il controllo della Striscia di Gaza: il rinvio della riunione Abu Mazen-Meshaal, mediata dall'Egitto, e' stata annunciata dal premier di Hamas, Ismail Haniyeh, che non ha fornito spiegazioni. Ma gli osservatori e molte fonti palestinesi l'attribuiscono alla mancanza di un accordo sulla nomina del prossimo premier. Una prospettiva, quest'ultima, osteggiata dal governo israeliano, che ha di recente posto all' Autorita' nazionale palestinese (Anp) l' aut-aut: o la pace con Hamas oppure con Israele.

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Lorenzo Briotti