Israele, caso Shalit: cresce pressione popolare su Netanyahu

TEL AVIV, 25 GIU – Continua a crescere in Israele la pressione popolare sul premier Benaymin Netanyahu affinche' raggiunga con Hamas un accordo che consenta uno scambio di prigionieri centrato sulla liberazione di Ghilad Shalit, il caporale detenuto a Gaza in totale segregazione.

Migliaia di persone sono attese oggi al valico di Kerem Shalom dove il 25 giugno 2006 Shalit fu catturato da un commando palestinese proveniente dalla Striscia di Gaza. La manifestazione, organizzata dal movimento dei kibbutzim, e' stata tuttavia spostata di un chilometro dalla linea di demarcazione con Gaza, per ragioni di sicurezza.

In serata, nella stessa zona, avra' luogo un'altra manifestazione di massa. Su iniziativa di un giornale, da stasera ventiquattro personalita' del mondo della cultura e dello spettacolo entreranno per un'ora a testa in una cella senza luce ne' finestre, per immedesimarsi con le condizioni di prigionia di Shalit. Intanto da Gaza Hamas continua a respingere le pressioni internazionali volte ad alleviare la prigionia di Shalit. I portavoce del movimento hanno respinto con toni particolarmente recisi le pressioni giunte dalla Croce rossa internazionale per consentire al prigioniero uno scambio di messaggi con la famiglia.

''Si tratta di un evidente tentativo israeliano di localizzare Shalit'' ha osservato Sallah Bardawil, un dirigente di Hamas. ''L'unico modo di liberare Shalit – ha ribadito – e' di accettare le condizioni che abbiamo posto'': ossia la liberazione da parte di Israele di un migliaio di detenuti palestinesi fra cui dirigenti del suo braccio armato.

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Emiliano Condò