Isrele. Salvare il Mar Morto: oltre mille persone posano nude per Tunick

GERUSALEMME, 17 SET – Milleduecento israeliani in tenuta adamitica hanno posato alle prime luci dell'alba di stamattina sulle rive del Mar Morto davanti all'obiettivo di Spencer Tunick.

Il fotografo americano, famoso per i suoi ritratti di nudi di gruppo, di recente ha deciso di servire con i suoi scatti la causa ambientalista. Da due anni raccoglie fondi per finanziare un progetto che mira a sensibilizzare l'opinione pubblica internazionale sul progressivo prosciugamento del Mar Morto, il grande lago di acqua salata tra Israel, territori palestinesi e Giordania. Oggi il progetto, intitolato "Naked Sea" (Mare Nudo) è diventato realtà.

Tunick ha realizzato tre tipi di scatti. Modelli e modelle di età tra i 20 e i 60 anni hanno posato completamente nudi prima in acqua e dopo a riva, e poi coperti dalla testa ai piedi dal fango del Mar Morto, noto in tutto il mondo per le sue proprietà terapeutiche. «La mia idea – ha spiegato l'artista in diverse occasioni – è quella di giustapporre la vulnerabilità del corpo umano nudo con quella del Mar Morto e dell'ambiente, a cui l'uomo infligge attacchi continui, a volte con conseguenze irreparabili».

Ma agli occhi di alcuni la causa nobile non basta a giustificare quello che è stato definito «uno spettacolo indecente degno di Sodoma e Gomorra», come ha affermato indignato un parlamentare israeliano di destra nei giorni precedenti lo shooting. Ma alle critiche Tunick è ormai abituato: le sue opere – che coinvolgono sempre centinaia di persone completamente svestite, di solito in spazi pubblici – sono controverse. In molti, non solo in Israele, le giudicano infatti un affronto al pubblico pudore.

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