
AFGHANISTAN, KABUL -Centinaia di persone sono scese in strada sabato a Kabul su richiesta dell’ex ministro degli Esteri Abdullah Abdullah per protestare contro le irregolarità che si starebbero commettendo nel processo elettorale per scegliere il successore del presidente Hamid Karzai. Lo riferiscono i media afghani. Il 14 giugno scorso si è svolto in Afghanistan un ballottaggio fra lo stesso Abdullah e l’ex ministro delle Finanze, Ashraf Ghani Ahmadzai, il cui esito dovrebbe essere annunciato all’inizio di luglio.
Con striscioni e cartelli i manifestanti hanno percorso le vie della capitale gridando slogan a favore di Abdullah, e sostenendo di volerlo difendere “fino alla morte” contro le presunte irregolarità che si starebbero verificando nel processo elettorale ai suoi danni. Negli ultimi giorni Abdullah ha ripetutamente denunciato una presunta parzialita degli organismi impegnati nello scrutinio dei voti del ballottaggio – la Commissione elettorale
(Iec) e la Commissione indipendente per i reclami elettorali (Iecc) – minacciando di non volerne più riconoscere l’operato, chiedendo anche un intervento dell’Onu. Simili accuse di parzialità sono state rivolte da Abdullah anche nei confronti del presidente Karzai. Nel corso della giornata le manifestazioni a favore di Abdullah e contro i brogli dovrebbero moltiplicarsi a Kabul ed in varie province afghane.
Le denunce di presunti brogli avvenuti sabato durante il ballottaggio presidenziale hanno raggiunto quota 568, di cui 141 riguardanti personale della Commissione elettorale indipendente (Iec). Lo scrive l’agenzia di stampa Pajhwok. Il portavoce della Commissione per i reclami elettorali (Ecc), Nader Mohseni, ha precisato che di queste denunce, 340 sono state registrate nella sede centrale dell’organismo a Kabul, mentre le restanti 228 nelle differenti province del Paese.
Mohseni ha segnalato che l’Ecc ha ricevuto anche 181 denunce di presunti brogli per via telefonica, ma che queste hanno soprattutto un valore informativo. Il problema dei brogli su vasta scala ha afflitto gia’ il primo turno delle elezioni presidenziali del 5 aprile, al termine del quale 5.300 persone impegnate con l’Iec sono state espulse a causa di denunce nei loro confronti. Il termine ultimo per presentare i reclami è scaduto Oltre sette milioni di persone hanno votato nel ballottaggio per scegliere il successore di Karzai
