ASTANA, 31 AGO – Un presunto militante estremista, sospetto di appartenere a un gruppo che preparava attentati nel paese, è stato ucciso in Kazakhstan. Lo ha dichiarato ieri Svetlana Zhumacheva, rappresentante della procura di Atyrau, sulle rive del Caspio kazako dove è avvenuto il fatto.
Si tratta del terzo episodio del genere in pochi mesi, e mette in dubbio la ''pax religiosa'' vantata dal presidente Nursultan Nazarbaiev.
''Mentre cercavamo di arrestarlo, un membro del gruppo ha opposto una forte resistenza ed è stato eliminato dalla polizia'', ha spiegato il capo della procura. L'identità dell'ucciso non è stata resa nota.
In Kazakhstan, il paese a maggioranza musulmana più stabile dell'Asia Centrale, le violenze di matrice estremistica o l'arresto di ''terroristi integralisti islamici'', frequenti nei vicini Tagikistan, Uzbekistan e Kirghizistan, sono un fatto molto raro e il presidente Nazarbaiev si fa vanto del rappresentare un'oasi di stabilità e armonia confessionale nella regione.
Ma negli ultimi mesi fatti simili si sono moltiplicati: il 17 maggio un giovane si è fatto esplodere ad Aktobe, nel nord-ovest del paese davanti a una caserma dei servizi segreti, facendo tre vittime. Pochi giorni dopo nella capitale Astana una macchina è esplosa misteriosamente, uccidendo i due uomini a bordo.
