MOSCA – Oltre 400 detenuti si sono cuciti la bocca in vari carceri dell'ex repubblica sovietica del Kirghizistan per protestare contro le condizioni di detenzione e chiedere liberta' di movimento nei luoghi di custodia cautelare. Lo riferisce l'agenzia Interfax, citando il capo dei servizi penitenziari.
Dal 2005 le prigioni kirghize sono ripetutamente oggetto di sollevamenti, scioperi della fame e atti di automutilazioni, generalmente per denunciare le pessime condizioni della vita carceraria, come ha riconosciuto anche il capo della commissione legislativa parlamentare.
Le autorita' kirghize accusano invece il crimine organizzato di orchestrare le rivolte carcerarie per assicurarsi il controllo sui traffici nei luoghi di detenzione.