
SEUL – Fermare un aereo e licenziare uno steward in tronco per un sacchetto di noccioline. Succede su un volo di linea della Korean Air, in partenza da New York e diretto a Icheon, in Corea del Sud, con 250 persone a bordo. Heather Cho, 40 anni, non era una passeggera qualunque, ma la vicepresidente della compagnia nonché figlia del boss. Quando l’assistente di volo le ha servito le noccioline in un sacchetto anziché in un piatto, così come espressamente richiesto dal regolamento, l’ha presa come un affronto e ha ordinato il rientro immediato del vettore per scaricare quel dipendente “incompetente e inaffidabile”.
L’episodio raccontato dal corrispondente a Seul del New York Times, ha suscitato non poche polemiche e la vicepresidente è finita sotto inchiesta: il ministero dei Trasporti coreano starebbe valutando persino il carcere per la donna in base alla legge sulla sicurezza aerea che vieta ai passeggeri di procurare disturbi, usare un linguaggio violento o urlare. Figurarsi fermare un aereo e ordinarne il rientro.
La signora Cho si è giustificata sostenendo che quella non era una scena isterica, ma l’esercizio delle sue funzioni di vicepresidente, tra le quali rientra il controllo qualità del servizio offerto e il rispetto delle regole della compagnia da parte dei dipendenti. E protocollo vuole che le noci di macadamia ordinate dalla vicepresidente, fossero servite su piatto e non in bustina come è avvenuto.
La signora Cho è esplosa quando, dopo aver rimproverato lo steward, ha chiesto di vedere il regolamento per sbatterlo in faccia al dipendente. Quando l’assistente di volo è tornato farfugliando alcune scuse perché non era riuscito a trovarlo, la donna è andata su tutte le furie e ha ordinato il rientro dell’aereo. Di fronte alla furia del boss i piloti non potevano fare altro che obbedire. La compagnia si è poi scusata con i passeggeri sottolineando che il volo è comunque giunto a destinazione con soli 11 minuti di ritardo.
Secondo il ministro dei Trasporti, citato dal New York Times,
“Si tratta di un caso senza precedenti, abbiamo bisogno di studiare il relativo regolamento. In ogni caso, anche se Cho è vice presidente della società, in quel momento era solo una passeggera e come tale doveva comportarsi ed essere trattata dall’equipaggio. Poi, una volta, tornata in Corea, avrebbe potuto adottare le misure che riteneva più opportune, come ad esempio il rafforzamento della formazione del personale”.
