
USA, WASHINGTON – La National Security Agency (Nsa) e’ entrata nei server del colosso delle telecomunicazioni cinese Huawei, descritto piu’ volte dagli Stati Uniti come una minaccia alla sicurezza. A rivelarlo sono nuovi documenti di Edward Snowden, la ‘talpa’ del datagate, pubblicati dal New York Times e che arrivano mentre la First lady Michelle Obama e’ in visita a Pechino e precedono la bilaterale fra il presidente Barack Obama e il presidente cinese Xi Jinping, in programma in Europa la prossima settimana.
Gli Stati Uniti hanno piu’ volte definito Huawei una minaccia alla sicurezza, bloccando gli accordi del colosso cinese negli Usa sulla scia dei timori che la societa’ potesse approfittare dell’occasione per ‘rubare’ apparecchiature che avrebbero potuto consentire agli hacker sostenuti dall’esercito cinese e da Pechino di strappare segreti industriali e governativi. Una minaccia talmente forte che ha spinto gli Usa a mettere pubblicamente in evidenza i pericoli legati all’acquisto di tecnologie Huawei.
Per vederci più chiaro la Nsa e’ entrata nei server Huawei tramite l’operazione ‘Shotgiant’ che aveva come obiettivo quello di trovare legami fra Huawei e l’Esercito Popolare di Liberazione. Ma il piano aveva anche obiettivi piu’ ambiziosi: trarre vantaggio dell’ingresso nei server in modo che quando la tecnologia Huawei veniva venduta ad altri paesi, la Nsa avrebbe avuto accesso ai loro computer. Le rivelazioni del New York Times arrivano a poche ore dall’incontro fra Obama e i leader dell’industria hi tech, fra i quali l’amministratore delegato di Facebook Mark Zuckerberg e il presidente esecutivo di Google Eric Schimdt.
Obama ha aggiornato il settore sulla riforma dei programmi di intelligence e della Nsa ma e’ subito stato criticato da Zuckerberg. ”Le iniziative sono utili ma non sono abbastanza. La gente ha il diritto di sapere che le proprie informazioni – afferma Zuckerberg – sono al sicuro e Facebook chiede al governo di essere piu’ trasparente e tutelare le liberta’ civili”.
