La tomba di Rosa Luxemburg continuerà a rimanere vuota. Non è della rivoluzionaria comunista, assassinata nel 1919, il cadavere mummificato di una donna priva delle mani e dei piedi, rinvenuto a fine maggio 2009 negli scantinati dell’ospedale “Charitè” di Berlino. Lo rivela l’edizione domenicale del quotidiano “Frankfurter Allgemeine Zeitung”, secondo il quale il patologo Michael Tsokos non ha potuto provare con certezza che la salma da lui rinvenuta sia quella della Luxemburg.
Il medico berlinese non è infatti riuscito a reperire campioni del Dna dei discendenti della Luxemburg, da confrontare con quello della salma mummificata. Nel suo lungo articolo la ‘Faz’ accusa Tsokos di sensazionalismo e gli rimprovera di avere a torto contestato l’autenticità dei reperti autoptici eseguiti dopo il ritrovamento del cadavere della rivoluzionaria, ripescato a Berlino il 31 maggio 1919 dal Landwehrkanal, in cui lo avevano gettato gli assassini.
«Non c’è nulla a sostegno della sua tesi», scrive la ‘Faz’ riferendosi a Tsokos, poichè anche il fatto che la mummia della Charitè avesse una gamba più corta dell’altra non giustifica l’andatura claudicante della Luxemburg. I patologi Strassmann e Fraenckel, che avevano eseguito l’autopsia del corpo della Luxemburg nel 1919, avevano infatti constatato l’uguale lunghezza delle gambe del cadavere esaminato e giustificato con una malformazione della colonna vertebrale e dell’anca l’andatura zoppicante della rivoluzionaria.
Anche il figlio medico della rivoluzionaria comunista Clara Zetkin, Maxim, aveva fatto mettere a verbale il 4 giugno 1919 che la Luxemburg zoppicava solo quando era molto stanca, andatura non motivata dunque dal fatto di avere una gamba più corta dell’altra. Il giornale di Francoforte aggiunge che all’atto del ritrovamento del cadavere nel 1919, la segretaria della Luxemburg, Mathilde Jacob, aveva riconosciuto senza esitazioni i guanti che la rivoluzionaria ancora indossava, che era stata lei stessa ad acquistare.
La ‘Faz’ si chiede adesso per quale incomprensibile motivo, che non sia quello della ricerca del “sensazionalismo”, il patologo berlinese Michael Tsokos abbia deciso lo scorso anno di rivolgersi ai media «senza uno straccio concreto di prova». Rimane il fatto che la tomba della Luxemburg, sulla quale ogni anno a gennaio si recano in pellegrinaggio decine di migliaia di postcomunisti nell’anniversario dell’assassinio, continuerà a rimanere vuota, poichè nel 1935 i nazisti la devastarono facendo sparire i resti mortali in essa contenuti.