PALERMO, 1 GIU – Era ormeggiato dal gennaio scorso nel porto turistico di Lampedusa dopo esser giunto dalla Tunisia nelle stesse ore in cui l'ex presidente tunisino Ben Ali scappava dal Paese in rivolta. A bordo del grande motoscafo di 14 metri, con bagni, cuccette, cucina, rifiniture di alto livello, c'erano due marinai che avevano chiesto soccorso lamentando di avere un'avaria ai motori raccontando che il cabinato era di proprieta' del nipote dell'ex dittatore tunisino e aggiungendo di avere avuto l'incarico di portarlo in salvo.
Ora la Guardia di Finanza ha sequestrato lo scafo che anche se formalmente intestato al nipote sarebbe in realta' di Ben Ali, in esilio in Arabia Saudita. Il provvedimento di sequestro e' stato emesso dalla Corte di Appello di Roma dopo complessi accertamenti patrimoniali svolti da finanzieri del nucleo di Polizia Tributaria di Roma.
L'attivita' delle Fiamme Gialle e' derivata da una rogatoria internazionale, in base a una convenzione stipulata nel 1967 fra Italia e Tunisia, con la quale l'autorita' giudiziaria tunisina ha chiesto ai magistrati italiani di individuare e sequestrare i possedimenti dell'ex Capo dello Stato nordafricano e dei suoi familiari, in quanto ritenuti beni di proprieta' del popolo tunisino. I militari sono cosi' risaliti all' Atlantique 43 lungo 14 metri e del valore di circa 500 mila euro, al quale sono stati apposti i sigilli. Dopo essere giunti in Italia i due marinai tunisini avevano chiesto asilo politico.
E proprio in queste ore il Qatar ha deciso di congelare i beni riconducibili al clan familiare di Ali, conti e proprieta' dell'ex presidente tunisino, della moglie, Leila, e dei congiunti. Lo Stato petrolifero ha quindi dato risposta positiva alla richiesta in tal senso che era stata avanzata dalle autorita' tunisine, che stanno cercando di poter fare rientrare nel Paese quanto Ben Ali e il suo entourage avevano accumulato, illegamente, in mezzo mondo, sia con conti correnti che con proprieta', soprattutto immobiliari. Ora la Tunisia aspetta che anche l'Arabia Saudita emetta provvedimenti come quelli del Qatar.
