ROMA, 09 FEB – Attraverso i secoli, gli animali si sono evoluti sviluppando comportamenti per difendersi dai predatori o da altri animali. Ora uno studio ungherese afferma che anche le strisce verticali bianche e nere delle zebre rientrano in questa casistica ed, in particolare, servono a difendersi dagli insetti succhia-sangue.
La ricerca, pubblicata sul Journal of Experimental Biology ha definito il disegno delle strisce delle zebre non solo per la geometria ma anche per i colori, il meno attraente per gli insetti che invece preferiscono animali dal manto uniforme, preferibilmente bruno. Ad attirare tafani, mosche cavalline ed altri insetti e' il riflesso della luce dell'acqua sulla pelle degli animali. Un riflesso che, generalmente, e' orizzontale ed e' prezioso perche' serve ad individuare gli specchi d'acqua dove possono deporre le uova. In questo caso, la geometria viene in aiuto delle zebre, grazie alla disposizione verticale delle loro strisce che non risponde alle aspettative degli insetti, per i quali, pero', anche i colori sono importanti.
Gli studiosi hanno osservato che i preferiti di questi insetti succhia-sangue sono gli animali dal manto bruno, soprattutto i cavalli e osservando l'infestazione di mosche cavalline un allevamento in Ungheria hanno concluso che la combinazione di colori bianco-nero sul manto e' la meno attraente.
