Il primo a reagire, in un’intervista alla agenzia Reuters, è stato Melvyn Mildiner. In seguito hanno denunciato la loro totale estraneità alla uccisione di al-Mabhouh altri tre israeliani (con doppia cittadinanza) di nome Paul Keely, Michael Bodenheimer e Stephen Hodes.
Il primo è impiegato nella manutenzione di impianti nel Kibbutz (azienda agricola collettiva) di Nahsholim, alle pendici del monte Carmelo; il secondo è un ebreo ultraortodosso che afferma di vivere soltanto in un mondo di preghiera; il terzo, Hodes, assicura di non aver lasciato Israele negli ultimi due anni. Tutti hanno con sé i propri passaporti e affermano di non aver la minima idea di come sia accaduto che la loro identità sia stata “presa in prestito” da sconosciuti.