LONDRA – Il primo ministro britannico David Cameron è rientrato a Londra, interrompendo la sua vacanza in Cornovaglia, per tenere una riunione d’emergenza del Consiglio di Sicurezza Nazionale sulla Libia prevista alle 10:00. Lo ha riferito Downing Street in un comunicato.
”Il primo ministro è tornato nella notte a Londra, interrompendo la sua vacanza in Cornovaglia”, si legge nella breve nota. ”Il premier presiederà questa mattina una riunione del Consiglio di Sicurezza Nazionale sulla Libia”, prosegue il comunicato. Una relazione, in una forma da stabilire, sarà poi elaborata al termine del consiglio.
Ieri sera, Downing Street ha rilasciato un comunicato in cui sostiene che la fine di Muammar Gheddafi è ”vicina” dopo l’entrata dei ribelli a Tripoli.
”Il colonnello Gheddafi deve fermare immediatamente i combattimenti”. Lo ha detto David Cameron davanti a Downing Street, che ha aggiunto: “Al momento non abbiamo informazioni su dove si trovi Gheddafi”.
“Possiamo confermare che due figli del colonnello Gheddafi sono stati presi prigionieri”. Ieri sera sono stati arrestati a Tripoli il figlio Saif al Islam e il primogenito Mohammad. Notizie non ufficialmente confermate parlavano anche della cattura di Saadi Gheddafi.
“Il regime di Gheddafi sta crollando. Oggi la primavera araba è sempre più lontana dalla dittatura e un passo più vicina alla democrazia”, ha affermato Cameron.
“Il nostro compito ora è di fare il possibile per sostenere il volere del popolo libico. Ovvero un’efficace transizione verso una Libia democratica”. Lo ha detto il premier britannico David Cameron in commentando i fatti di Tripoli. “Questo – ha proseguito – sarà un processo guidato dai libici per i libici, con il sostegno della comunità internazionale guidata dall’ONU”.
“Chiaramente – ha continuato il premier – la priorità è di mettere in sicurezza Tripoli. E stiamo lavorando a stretto contatto con il CNT, sostenendo il loro piani, per far sì che questo avvenga. Ho parlato col presidente Jalil la settimana scorsa. E’ importante rispettare i diritti umani, evitare rappresaglie e far sì che tutti in Libia possano condividere il futuro del Paese”.
In questo senso il premier britannico è stato chiaro: “La missione della NATO è proteggere i civili e la missione continuerà fino a quando sarà necessario”. Cameron è quindi tornato a parlare dell’opportunità di scendere in campo per sostenere i ribelli.
“E’ stato necessario – ha detto – perché altrimenti Gheddafi avrebbe massacrato la sua stessa gente. Questa non è stata la nostra rivoluzione, ma possiamo essere orgogliosi di aver fatto la nostra parte. Nessuna transizione è facile. Ma oggi la primavera araba è un po’ più lontana dall’oppressione e dalla dittatura e un passo più vicina alla libertà e alla democrazia”.
