Libia: 103 morti nel disastro aereo, salvo solo un bambino. Nessuna vittima italiana

E’ esploso all’atterraggio, a pochi metri dalla pista alle prime luci del sole. Un Airbus 330 della compagnia libica Afriquiyah si è disintegrato mentre atterrava a Tripoli per cause ancora sconosciute: le condizioni meteorologiche erano ottime e le autorità libiche escludono l’attentato. Delle 104 persone a bordo, fra passeggeri e membri d’equipaggio, si è salvato solo un bambino olandese di 8 anni, secondo le fonti. Tra le vittime figurano 61 cittadini olandesi ma nessun italiano.

Il volo dell’Afriquiyah, partito ieri sera alle 21:30 ora locale, da Johannesburg, in Sudafrica, ha finito il suo percorso alle 6 in punto. Quattrocento metri prima di imboccare la pista di atterraggio numero 9 dell’Aeroporto internazionale di Tripoli, l’aereo si è misteriosamente abbattuto sul terreno finendo in mille pezzi proiettati su tutta l’area circostante. Secondo i servizi di sicurezza dell’aeroporto “i passeggeri sono tutti morti, compreso i membri dell’equipaggio, a eccezione di un bambino di circa 8 anni”. Delle vittime, secondo i dati forniti dal ministro dei Trasporti libico, Mohammed Zidani, “sono 96 i corpi ritrovati”.

Le crude immagini di una fotografa del quotidiano locale Oea mostrano in una macabra sequenza innumerevoli resti umani non riconoscibili. Sempre secondo i dati forniti dal ministro dei Trasporti Zidani, dei passeggeri, “62 erano di nazionalità olandese, 11 libici, tutti appartenenti all’equipaggio, 2 tedeschi, 1 francese”. Gli altri, di cui il ministro non ha dato il numero, appartengono a “Gran Bretagna, Finlandia, Sudafrica, Filippine, Zimbabwe”. Non risultano italiani a bordo del velivolo, come ha confermato anche la Farnesina, che è rimasta costantemente in contatto con l’ambasciata italiana a Tripoli. Unico sopravvissuto un bambino di circa 8 anni, di nazionalità olandese. Il piccolo è stato portato d’urgenza all’ospedale di Al Kadra a Tripoli dove nel pomeriggio è stato sottoposto a una operazione chirurgica alle gambe per ridurre alcune fratture. Seocndo i medici, il bambino non è in pericolo di vita. Nel disastro aereo il bambino ha perso tutta la famiglia, composta da mamma, papà e fratello di 11 anni.

I danni maggiori in termini di vittime li ha avuti infatti proprio l’Olanda che, come ha confermato il primo ministro olandese, Jan Peter Balkenende, ha perduto 61 cittadini. La dinamica dell’incidente a fine giornata è ancora avvolta nel mistero. Secondo quanto riferito da fonti governative, una commissione d’inchiesta è al lavoro sin dalle prime ore del mattino e sta analizzando i dati delle due scatole nere rinvenute sul luogo del disastro poco dopo le 7 di oggi. In una conferenza stampa indetta dal ministro dei Trasporti libico é emerso che il pilota non ha trasmesso alcuna indicazione di pericolo o di guasto in fase di atterraggio. “Il carburante era in quantità sufficente a raggiungere Tripoli – ha detto il ministro libico – e la torre di controllo nel suo rapporto delle 6 di questa mattina ha dato visibiltà pari a 6 chilometri”.

L’aereo era in ottimo stato, almeno secondo quanto riferito dal responsabile legale dell’Afriquiyah Airwais, Saleh Ali Saleh, che ha ricordato come “l’apparecchio é stato consegnato nuovo alla compagnia lo scorso settembre 2009 e l’ultima manutenzione ordinaria risale allo scorso 5 marzo”. Sempre secondo Saleh la manutenzione sarebbe stata effettuata da un team di meccanici della Lufthansa e sarebbe stato giudicato “in ottime condizioni”. Dalla direzione dell’aviazione civile di Tripoli sono arrivate indicazioni anche sulle condizioni dell’aeroproto in generale e della pista in particolare e sono state “escluse cause legate allo stato dell’aeroproto nella dinamica di questo incidente”.

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