ROMA – A Tripoli ”manca quasi tutto e c’e’ una grande emergenza sanitaria. Tanti medici ed infermieri stranieri (filippini, pachistani, egiziani e africani) hanno lasciato i servizi scoperti e stanno cercando di lasciare Tripoli. Si parla di un solo ospedale funzionante nella capitale e di tanti bambini feriti”.
E’ quanto afferma in una nota Foad Aodi, presidente del Comai (Comunità del Mondo arabo in Italia), citando fonti mediche a Tripoli in costante contatto con l’organizzazione.
”Ci riferiscono – aggiunge il Comai – che stanno sorgendo comitati popolari nelle varie zone di Tripoli, formati da esponenti della societa’ civile e gioventu’ libica per garantire piu’ servizi possibili ai civili”.
Gli ospedali di Tripoli ”rischiano di rimanere senza scorte”: lo denuncia Medici senza frontiere sottolineando che nel paese sta ”crescendo l’emergenza umanitaria”. L’organizzazione si dice ”pronta ad espandere le proprie attività nella Libia occidentale”.
”Le strutture mediche sono travolte da un alto numero di casi richiedenti operazioni chirurgiche e il personale sanitario è allo stremo”, spiegano da Msf.
L’Organizzazione umanitaria Medici senza Frontiere riferisce di aver inviato una equipe medica per valutare i bisogni nell’area della linea del fronte a sud di Zawiyah, visto l’aumento dei ricoveri di persone ferite nell’ospedale vicino a Yefren, supportato dall’organizzazione. Ha inoltre inviato un’altra equipe nella citta’ di Zawiyah per effettuare una valutazione della situazione e dare sostegno all’ospedale generale che ha registrato anch’esso un aumento nei ricoveri di feriti.
”Le strutture mediche della zona – spiega Mike Bates, capo missione di Msf in Libia – sono state travolte da un alto numero di casi richiedenti operazioni chirurgiche e il personale sanitario e’ allo stremo. Abbiamo inviato un’equipe chirurgica per supportarlo, mentre un’equipe medica aiutera’ le strutture a organizzare la procedura di ricovero dei pazienti, il pronto soccorso e il post-operatorio”.
Nell’area di Tripoli, in numerose strutture mediche scarseggiano materiali e personale, secondo quanto racconta il coordinatore dell’emergenza di MSF, Jonathan Whittal, che si trova nella capitale libica dall’inizio di agosto: ”Alcuni ospedali hanno esaurito le scorte di medicinali salvavita e attrezzature. C’e’ poca elettricita’ e la benzina e’ insufficiente per garantire il funzionamento delle ambulanze e di alcune apparecchiature basilari. Gli attuali scontri nella citta’ metteranno le strutture mediche ancor piu’ sotto pressione”.
L’ong si sta preparando per inviare piu’ personale e scorte mediche dalla Tunisia e da Malta per supportare gli ospedali di Tripoli, non appena la situazione lo permettera’. Contemporaneamente, Msf continua a lavorare in diverse zone della Libia.