PARIGI – Il ministro degli Esteri francese, Alain Juppe’, ha ammesso che ci sono stati ”contatti” fra Parigi e il regime libico in vista di un abbandono da parte di Muammar Gheddafi, ma che non si puo’ parlare di veri e propri negoziati. ”Ci sono effettivamente stati dei contatti – ha detto Juppe’ ai microfoni di France Info -, ma a tutt’oggi non un vero negoziato”.
”Riceviamo emissari che ci dicono: ecco, Gheddafi e’ pronto ad andarsene, discutiamo”, ha aggiunto Juppe’. Lunedì, replicando ad alcune affermazioni di uno dei figli di Gheddafi, che parlava di un dialogo fra Tripoli e Parigi, la Francia aveva parlato di ”messaggi” ma non di negoziati diretti.
”Il regime libico – ha continuato Juppe’ – invia messaggeri ovunque: in Turchia, a New York, a Parigi”. Al momento la Francia, uno dei paesi leader dell’ intervento militare della Nato in Libia, ritiene che ”non ci siano le condizioni per un cessate il fuoco”. Secondo Juppe’, le condizioni per una fine dei bombardamenti sono ”il ritiro delle truppe nelle caserme, un controllo delle Nazioni Unite, e una dichiarazione, in forma da stabilire, di Gheddafi che annunci il ritiro dal potere politico e militare”.
Secondo il quotidiano Le Figaro in edicola stamane, il primo ministro libico, Baghdadi al-Mahmoudi, ha lasciato intendere che eventuali negoziati fra il potere e i ribelli, con la partecipazione dei Paesi della Nato coinvolti, potrebbero svolgersi senza la partecipazione di Muammar Gheddafi. Il colonnello, ha detto il primo ministro in un’intervista al giornale francese, ”non interverra’ in queste discussioni. Tutto deve essere libero”.