LONDRA – Non solo tombe di soldati cristiani sono state profanante in Libia negli incidenti di fine febbraio nei cimiteri militari di Bengasi di cui hanno dato notizia oggi i media britannici.
''Gli attacchi non erano diretti solo a tombe di soldati britannici o cristiani e non rappresentano la risposta libica all'azione militare che ha rovesciato il colonnello Gheddafi'', ha detto a SkyNews il sottosegretario al Foreign Office Jeremy Browne.
''E' una storia orribile e le foto sono scioccanti. La generazione di mio nonno ha fatto atti di eroismo in quella parte di Africa nella Seconda Guerra Mondiale'', ha detto Browne sottolineando che lo shock del Regno Unito e' condiviso dalle autorita' di Tripoli: ''Sono scioccati anche loro e si sono profusi in scuse impegnandosi a far luce completa su quanto e' accaduto''.
''Non risultano danni recenti al cimitero cattolico di Bengasi. Se ci sono stati, si sovrappongono a quelli di decenni di incuria''. Lo riferiscono fonti diplomatiche a Bengasi in merito alla notizia del danneggiamento di tombe di militari britannici e italiani nella citta' della Cirenaica, precisando che ''il cimitero militare italiano e' stato smantellato dopo il '70, e le salme riportate in Italia'', con l'espulsione degli italiani dalla Libia.
Personale del Consolato italiano a Bengasi si e' recato pochi giorni fa a verificare invece lo stato del cimitero cattolico, dove e' possibile che siano sepolti dei civili italiani. Tuttavia i dati sulle sepolture di cittadini italiani in quel cimitero sono andati distrutti nell'assalto al Consolato nel febbraio del 2006, che fu dato alle fiamme.
Oltre 1.200 militari del Commonwealth sono sepolti a Bengasi. Delle 1.051 lapidi identificate, 851 sono di britannici, molti della Settima Divisione Corazzata, i famosi 'Desert Rats' del Maresciallo Montgomery che giocarono un ruolo chiave nella guerra in Nord Africa tra 1941 e 1943.