ROMA, 10 LUG – La partita in Libia si gioca a Goualich, piccolo villaggio a cinquanta km a sud di Tripoli, nelle mani dei ribelli e da oggi sotto pesanti bombardamenti delle forze fedeli a Muammar Gheddafi. Una partita sempre piu' complessa che si somma alle preoccupazioni di fonti di intelligence Usa secondo le quali Al Qaida nel Maghreb sarebbe entrata in possesso di armi sottratte dagli insorti al rais, mentre dalla Francia arriva la proposta di una ''soluzione politica'' al conflitto, purche' il Colonnello lasci il potere. Goualich sconosciuto ai piu' fino a mercoledi' scorso, quando i ribelli lo hanno conquistato, e' un piccolo centro strategicamente importante sulla strada che porta verso Tripoli. E' una postazione chiave per arrivare direttamente alla capitale e poi sferrare l'attacco al cuore delle forze lealiste, accerchiate a tenaglia da sud e nella nuova offensiva dall'ovest. Ma negli ultimi quattro giorni i piani dei ribelli sembrano essere stati stravolti completamente. Tripoli manda un messaggio chiaro e netto ai suoi nemici: Gheddafi non ha nessuna intenzione di arrendersi e lo spiega passando direttamente al contrattacco. ''Una pioggia infinita di proiettili nelle ultime ventiquattro ore'', ha inondato Goualich secondo quanto riferito dai ribelli che per respingere l'assalto delle forze lealiste impiegano cannoni anticarro e antiaerei. ''Nessuno e' morto o e' rimasto ferito, grazie a Dio'', spiega Amignas Shagruni, di stanza nell'ultimo checkpoint anti-governativo prima della linea del fronte. Shagruni parla di una vera e propria ondata di bombardamenti da tutte le parti: fuoco governativo, risposta degli insorti e bombardamenti degli aerei da guerra della Nato. E intanto desta sconcerto quanto riferito dal sito ''Sahel intelligence'', citato dall'edizione on-line del quotidiano ''Le Temps d'Algerie'', secondo cui gli esperti americani di lotta al terrorismo sono convinti che i miliziani islamici della galassia terroristica di Al Qaida nel Maghreb siano entrati in possesso di una partita di lancia-missili di fabbricazione russa sottratti dagli insorti libici agli arsenali di Gheddafi. La notizia conferma i timori espressi, nelle scorse settimane, sia dall'Algeria che dagli Stati Uniti, di un ''canale'' che, passando attraverso il territorio algerino, alimenterebbe di armi, anche sofisticate, Aqmi che, a sua volta, sta mostrando una mutata e piu' potente capacita' di agire militarmente nel Maghreb. E dalla Francia, per bocca del suo ministro degli Esteri Alain Juppe' arriva infine la proposta di lavorare di concerto con l'Unione africana (Ua) per trovare delle ''soluzioni politiche'' al conflitto che implichino un vero cessate il fuoco e allo stesso tempo un dialogo nazionale tra tutte le parti''. Il capo della diplomazia francese precisa pero' che ''la cosa essenziale e' che Gheddafi lasci il potere'', un auspicio che al momento sembra risuonare inascoltato.
