ABU DHABI – I ribelli libici hanno concluso la prima vendita di 1,2 milioni di barili petrolio a una ditta americana e assicurano di essere presto in grado di produrre 100 mila barili al giorno. Ma il Consiglio nazionale transitorio (Cnt) che amministra le aree liberate dal regime di Gheddafi ha anche ribadito alla riunione del gruppo di contatto sulla Libia riunita ad Abu Dhabi che ha bisogno di ''soldi subito'': tre miliardi di dollari per cibo, medicine e per pagare i salari.
Richiesta che ha trovato una prima risposta nel via libera al meccanismo finanziario sul 'modello Italia' sancito nella visita del ministro degli Esteri Franco Frattini, la settimana scorsa a Bengasi.
Cosi' – mentre oggi Hillary Clinton ha parlato di ''numerosi e continui contatti'' nell'entourage di Gheddafi per una possibile transizione del potere in Libia – una dopo l'altra sono giunte sul tavolo le 'adesioni' per l'apertura di linee di credito e forniture di carburante, utilizzando come garanzia i beni congelati del regime di Gheddafi.
"L'Italia si è impegnata con il Cnt a fornire 300-400 milioni di euro cash e 150 milioni in carburante, utilizzando come garanzie gli asset libici congelati in Italia'', ha detto il ministro degli Esteri Franco Frattini ribadendo l'impegno assunto nella sua visita a Bengasi la settimana scorsa. Il titolare della Farnesina aveva annunciato da Bengasi la possibile apertura di linee di credito da parte di Unicredit per ''centinaia di milioni di euro'' e della fornitura di prodotti petroliferi raffinati da parte dell'Eni per 150 milioni di euro al Consiglio Nazionale Transitorio libico (Cnt).
Un impegno verso il Cnt, ma anche una indicazione chiara per i partner che ad Abu Dhabi hanno scelto il 'modello italiano' nel rispondere alle richieste dei ribelli. Cosi', a seguire, il Kuwait ha annunciato che trasferira' immediatamente 180 milioni di dollari al Cnt nell'ambito del nuovo meccanismo finanziario attivo da oggi; la Francia ha deciso di sbloccare a favore del Cnt 290 milioni di euro che appartenevano alla Banca centrale libica; la Turchia ha stabilito un fondo di 100 milioni di dollari a favore dei ribelli libici.
