– PARIGI, 4 LUG – Seif Al-Islam, secondo figlio del
colonnello libico Muhammar Gheddafi, ritiene che una soluzione
del conflitto in Libia senza il padre sia ''impossibile''. ''Mio
padre – afferma Al-Islam in un'intervista pubblicata oggi sul
quotidiano Le Monde – non fa parte dei negoziati. E' un
conflitto libico con dei libici e dei traditori, delle milizie,
dei terroristi. Pensate di trovare una soluzione che non lo
coinvolga? No, questo e' impossibile''.
Il figlio di Gheddafi sottolinea anche che ''con o senza la
Nato, i ribelli (che definisce 'ratti') perderanno'' la guerra.
''I ratti non hanno alcuna alcuna possibilita' di controllare
questo Paese'', afferma ancora Al-Islam. E ancora:
''L'operazione della Nato e' particolarmente stupida, mal
preparata. Tutto e' stato fatto nella fretta. Una campagna
fast-food, una campagna McDonald's. Noi abbiamo il nostro
esercito. Noi abbiamo piu' munizioni, piu' armi. Il
(nostro,ndr.) morale e' al massimo livello''.
Come il padre e come il capo dei servizi segreti libici,
Abdallah Al-Senussi, Seif Al-Islam, 39 anni, e' oggetto di un
mandato d'arresto per crimini contro l'umanita' emesso dalla
Corte penale internazionale (CPI). ''In questo momento pensiamo
piu' alla battaglia in corso che alla Corte penale
internazionale'', ha affermato il figlio di Gheddafi, dicendosi
pronto alla ''pace'', alla ''democrazia'', alle ''elezioni'', o
alla ''guerra''.
''Io amo la democrazia – afferma – voglio che la Libia sia la
Svizzera o l'Austria del Medio Oriente''. Quanto al presidente
francese Nicolas SArkozy, che ha sostenuto i ribelli, ''lo
consideravamo come il nostro miglior amico in Europa. La
relazione che aveva con mio padre era talmente speciale''. Ma
''in una notte ha cambiato parere'', deplora ancora Al-Islam,
attribuendo questo improvviso cambio di posizione al fatto che
la Libia non ha firmato ''molti contratti commerciali'' con
Parigi. .
