KHARTOUM, 25 NOV – Grazie Sudan per le armi e le munizioni inviate attraverso il deserto ai ribelli libici, che hanno contribuito a rovesciare Muammar Gheddafi: il presidente del Consiglio transitorio libico (Cnt), Mustafa Abdel Jalil, in una prima visita a Khartoum, ha pagato pegno al regime di Omar al-Bashir per la sua assistenza militare durante la rivoluzione.
''Se non fosse stato per l'assistenza militare sudanese – ha detto Jalil a un'assise del Partito nazionale del congresso, al potere in Sudan – non sarebbe stato possibile liberare Kufra'', la remota oasi nel sud-est del deserto libico. ''Le armi e le munizioni che il Sudan ha donato hanno raggiunto perfino i Monti occidentali, grazie ai nostri fratelli egiziani''.
Il presidente sudanese Bashir, ricercato dalla Corte penale internazionale per genocidio e crimini contro l'umanita' nel Darfur, ha detto da parte sua che ''il popolo libico ha dato al popolo sudanese il regalo piu' grande, e cioe' la liberazione della Libia da Gheddafi e dal suo regime'', aggiungendo che ''il Sudan non ha mai avuto tanto danno, nemmeno in epoca coloniale, quanto ne ha ricevuto da Gheddafi e dal suo gruppo''.