ROMA – ''Un ultimo ambasciatore di Gheddafi in Italia disse che lui si sarebbe arreso solo quando fosse stato con le spalle al muro. Adesso Gheddafi ha le spalle al muro e mi auguro che accolga la proposta degli insorti, ma da qui a dire che tutto è finito ce ne corre''.
Per il ministro della Difesa Ignazio La Russa, intervistato dal Messaggero, dire che la missione italiana il Libia è finita ''non sarebbe prudente'', anche se ''qualcosa evidentemente si è sbloccato''.
''In queste ore occorre prudenza'', ribadisce La Russa. ''La situazione in Libia è estremamente favorevole per gli insorti, ma l'evoluzione potrebbe essere rapida come pure lenta''. Per questo ''restiamo in attesa senza avventurismi pericolosi''.
Sulla situazione libica, il ministro si dice pronto a riferire in Aula. 'Siamo pronti a rendere un'informativa completa al Parlamento se deciderà di riconvocare le Camere''.
La Russa esclude che la presenza di Jalloud in Italia possa alzare la soglia del rischio terrorismo nel nostro Paese. ''Semmai potevamo aver qualcosa da temere prima – afferma – non certo adesso con il regime ormai a terra''.
In merito al dopo Gheddafi, il piano della Nato ''non prevede l'invio delle forze armate sul territorio libico – spiega – ma accorgimenti e aiuti, ancora allo studio, per far decollare l'eventuale governo libero democratico dopo la caduta del Colonnello''.