ROMA, 16 LUG – In Libia continua l'offensiva degli insorti che, forti del riconoscimento della comunita' internazionale, premono sull'importante porto petrolifero di Brega, mentre si continua a combattere anche sulla zona montagnosa ad ovest del Paese, in attesa che l'inviato dell'Onu presenti nei prossimi giorni la sua proposta politica.
Brega, citta' gia' sotto assedio lo scorso aprile, importante porto petrolifero circa 800 km a est di Tripoli, oggi sarebbe tornata nuovamente nelle mani degli insorti. Stando a quanto riferisce la tv Al Arabiya, ieri sera i ribelli si erano posizionati intorno alla citta', per poi penetrarvi in ricognizione e infine ritirarsi qualche ora dopo. Un avanzamento che sarebbe costato la vita a dieci di loro e al ferimento di altri 172, mentre quattro soldati governativi sarebbero stati fatti prigionieri. Oggi in mattinata le forze anti-Gheddafi avrebbero sferrato un nuovo attacco riconquistando la citta'.
Altre fonti riferiscono invece che gli insorti si troverebbero ancora alle porte della roccaforte, che resta controllata da circa 3.000 lealisti. A dimostrazione di cio' ci sarebbero alcune testimonianze che parlano di una zona minata intorno alla citta', una sorta di muro difensivo che avrebbe rallentato l'avanzata degli insorti, i quali pero' possono godere dell'appoggio degli aerei della Nato. Anche sull'altro fronte, quello a ovest, non sono mancati pesanti combattimenti. Testimoni e fonti giornalistiche locali raccontano che i ribelli e le forze di Muammar Gheddafi si sono affrontati sulle montagne occidentali, attorno al villaggio di Bir Ayad, un centinaio di chilometri a sud di Tripoli. Da Bir Ayad, che si trova a 15 km a sud di Bir Ghanam, il punto piU' avanzato del fronte occidentale del conflitto, a soli 80 km dalla capitale del regime, si sentono continui colpi d'arma da fuoco e di artiglieria. Le fonti parlano dell'arrivo di rinforzi alle truppe di regime.
Intanto sul fronte diplomatico c'e' attesa per la ''proposta politica'' che l'alto rappresentante dell'Onu per la Libia, Abdel Ilah al Khatib, presentera' ''nei prossimi giorni, sia a Tripoli che a Bengasi''. Al Khatib, ha detto il ministro degli Esteri italiano, Franco Frattini, si incarichera' di ''individuare due o tre rappresentanti, anche dalla Tripolitania, che non abbiano, come si dice, le mani sporche di sangue, quindi ne' Gheddafi ne' la sua famiglia, per offrire loro un tavolo di lavoro che comprenda, ovviamente, l'uscita dal potere di Gheddafi e della sua famiglia''. Frattini ha ricordato gli altri due risultati del Gruppo di contatto, cioe' il riconoscimento della legittimita' del Consiglio nazionale di transizione (Cnt) di Bengasi e il ''supporto economico''.
E lunedi' prossimo i ministri degli esteri della Ue si incontreranno nuovamente per fare un punto sulla Libia. La riunione sara' dedicata in particolare alla preparazione del post-Gheddafi.
