CITTA' DEL GUATEMALA, 23 GIU – Il presidente colombiano, Juan Manuel Santos, ha deciso di intraprendere una campagna per la lotta al narcotraffico che vada oltre i confini nazionali, in modo coordinato con altri Paesi della regione, per esempio il Messico e gli Stati dell'America Centrale.
In occasione della prima 'Conferenza Internazionale di Supporto alla Strategia per la sicurezza in Centromerica', i cui lavori si sono aperti ieri a Citta' del Guatemala, Santos ha proposto la creazione di un centro regionale contro il riciclaggio di denaro, l'unificazione delle banche dati della polizia, un sistema di informazioni concernenti le armi illegali, nonche' di un centro di crittografia.
Le parole con cui ha spiegato i suoi intenti sono state molto dure: ''Perdonate la franchezza, ma vi assicuro che a questa stessa riunione stanno partecipando uomini al soldo dei narcotrafficanti, pronti a riferire in tempo reale quanto sta accadendo''.
''E' una realta' che non possiamo ignorare'', ha aggiunto, ''ed e' per questo che lo sviluppo di un'azione di controspionaggio congiunta e' fondamentale'', ha indicato Santos, suggerendo inoltre di colpire quello che ha identificato come il cuore del problema: impedire cioe' che le organizzazioni criminali arruolino nuovi membri e che continuino ad accumulare ricchezze.
La sede scelta per pronunciare queste parole non e' casuale: tra gli obiettivi dichiarati della Conferenza c'e' infatti proprio quello di realizzare tutte quelle attivita' ritenute necessarie per rafforzare la sicurezza delle persone e dei loro beni nell'area centroamericana al fine – afferma il documento di presentazione della Conferenza – ''di permettere che ogni popolo possa raggiungere i suoi obiettivi di sviluppo umano con giustizia sociale''.