ANTANANARIVO – Un’epidemia di peste bubbonica affligge il Madagascar. Dalle campagne l’epidemia arriva nelle città, facendo la prima vittima ad Antananarivo, capitale del Madagascar. Lo scorso 11 novembre una donna è morta in una bidonville della capitale, metropoli di oltre due milioni di abitanti.
Solo nel 2014 il numero di contagiati è salito a 138, mentre sono 47 le morti accertate. Un dato che ha attirato l’attenzione dell’Organizzazione mondiale della sanità, Oms, mentre le autorità locali lanciano già l’allerta.
Il 24 novembre l’Oms ha lanciato l’allarme:
“A questo punto esiste il rischio di una rapida diffusione della malattia”.
E la situazione non è facile da tenere sotto controllo, dati i fattori particolarmente negativi
“l’alta densità della popolazione nella città” e la “debolezza e le falle del sistema sanitario del Paese”.
Il bilancio, affermano dal canto loro le autorità locali, potrebbe diventare molto più pesante anche per la “recrudescenza stagionale” che ogni anno si verifica “tra ottobre e marzo”.
Il bacillo della peste, che si sviluppa nei ratti, viene poi veicolato dalle pulci. Nell’uomo che è stato punto da una pulce la malattia si sviluppa di solito in forma bubbonica: se il batterio colpisce i polmoni, provoca anche la polmonite e si può trasmettere per via aerea quando il malato tossisce. Diagnosticata in tempo, la peste bubbonica si cura con antibiotici. Ma la forma polmonare, che è una delle malattie infettive più letali, può portare alla morte in sole 24 ore.