Manovra, su Facebook spunta la pagina: Vaticano, pagacela tu

ROMA, 20 AGO –  La protesta contro le agevolazioni fiscali alla Chiesa, che in questi giorni di crisi e manovra aveva piu’ volte fatto capolino nel dibattito politico, sbarca su internet con una pagina Facebook che in poche ore ha raccolto oltre 40mila adesioni, dal titolo inequivocabile: ”Vaticano pagaci tu la manovra finanziaria”. In alto a sinistra un riquadrino con papa Ratzinger che sembra come buttare in aria a piene mani un pugno di dollari. Evidentemente, un fotomontaggio. Un mare i post di commento. Si va da ”Non solo Ici, ci fregano miliardi con l’8 per mille” al romanesco ”Cacciate li sordi”, passando per veri e propri link a petizioni on line, come quella per l’applicazione dell’Ici agli immobili del Vaticano. E da un check dei profili che i promotori stanno conducendo emerge che a scrivere sono laici e cattolici, gente di sinistra e non.

L’iniziativa, che arriva all’indomani dal monito contro gli evasori fiscali lanciato dal capo dei vescovi italiani, card. Angelo Bagnasco, parte da un 43enne di Parma, Alessandro, libero professionista che lavora nel campo dell’informatica, e da un gruppo di suoi amici sparsi per l’Italia che condividono la stessa professione e la stessa abilita’ con il pc e la rete. ”Io – racconta – di tasse ne pago tante e combatto con le scadenze. Non sono un anticlericale: sono battezzato, ho fatto comunione e cresima. Non vado in Chiesa la domenica perche’ mi sembra anacronistico e ritengo che non sia questo a far un buon cristiano. Ma non ho pregiudizi contro la Chiesa. Dico solo che in Italia ha troppi privilegi, spesso eredita’ del Concordato, che stridono con l’attuale crisi economica e andrebbero rivisti”.

Nel mirino: l’esenzione dall’Ici su un patrimonio immobiliare che alcune stime calcolano in 115mila edifici spesso di grande pregio; gli sgravi del 50% sull’Ires per gli enti il cui fine e’ equiparato ad assistenza e istruzione; gli introiti dell’8 per mille; l’esenzione Irpef per i dipendenti vaticani. Un tesoro a nome zeri su cui non esistono cifre ufficiali.    Su questa spinta e’ nata l’iniziativa web, che vuole restare ”moderata – assicura il suo promotore -. Per questo ci stiamo preoccupando di eliminare i messaggi violenti, razzisti, gli attacchi gratuiti alla Chiesa o quelli su temi non attinenti, come i casi di pedofilia tra i preti: ne va della nostra crediblita’. Non a caso, dopo aver aperto la pagina Facebook due giorni fa, appena ci siamo accorti che ci avevano clonato dando spazio solo a commenti estremisti, siamo intervenuti”.

Contemporaneamente, il gruppo di lavoro – che non esclude una manifestazione a Roma per settembre (”ci stiamo pensando”) – sta coinvolgendo chi puo’ saperne di piu’ in fatto di Chiesa, fisco ed esenzioni e invita chi ha dati o documenti a farsi vivo. ”Anche per rispondere alle obiezioni mosse dal quotidiano ‘Avvenire’ a quanti chiedono che la Chiesa paghi l’Ici – spiega Alessandro -. Insomma, vorremmo capire in quali edifici, esentasse, ci siano hotel a 5 stelle. Niente esagerazioni, pero’. Perche’ c’e’ chi esagera. Qualcuno dice che il patrimonio immobiliare della Chiesa sia il 30% di quello nazionale, mentre a noi risulta che sia il 22%”.

E il richiamo di Bagnasco? ”E’ giusto: troppi evasori, bisogna pagare le tasse. Ma lui e’ l’ultima persona che puo’ dirlo. L’Italia non puo’ continuare a finanziare la Chiesa: si autofinanzi”.

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Elisa D'Alto