Mar Giallo: ancora cannonate di Pyomgyang contro le forze di Seoul
Una ventina di colpi di artiglieria esplosi verso il confine con la Corea del sud - Non accenna a diminuire la tensione sul confine marittimo della Northern Limit Line
Torna la tensione tra le Coree, scambi di cannonate al confine
Resta ancora alta tensione tra le due Coree nel Mar Giallo. La Corea del Nord, per il terzo giorno consecutivo, ha sparato ieri, 28 gennaio, una ventina di colpi d’artiglieria sul Mar Giallo, in una zona di confine con la Corea del Sud. Lo hanno annunciato fonti militari di Seoul.
Nei giorni scorsi Pyongyang aveva effettuato decine di lanci di missili verso il confine marittimo, la cosiddetta Northern Limit Line (Nll), costringendo la Corea del Sud a lanciare una serie di colpi d’avvertimento. Il confine marino occidentale è una fonte costante di tensioni tra le due Coree.
Anche nei giorni scorsi la Corea del Nord aveva sparato almeno 30 di colpi di artiglieria in mare al largo dell’isola di Baeknyeong, in territorio sud-coreano, nei pressi della Northern Limit Line (Nll). Seoul aveva risposto al fuoco con 100 spari di avvertimento, usando cannoni con una portata di 4 km.
Allo scontro, riferisce l’agenzia sud-coreana Yonhap News, era seguito un secondo lancio di artiglieria pesante dal versante nord-coreano alle 3.25 del pomeriggio. La marina di Seoul, in questo caso, non aveva risposto al fuoco, limitandosi a pattugliare il confine marino e inviare messaggi di avvertimento.
Il tratto di mare al largo delle coste coreane, attraversato dalla Northern Limit Line (Nll), è una fonte costante di tensioni fra Seoul e Pyongyang. Nell’ultima decade vi sono stati tre conflitti a fuoco, che hanno fatto registrare vittime. Nel novembre scorso era morto un marinaio nord-coreano e altri tre erano rimasti feriti.
Esperti di politica coreana affermano che gli incidenti costituiscono un ulteriore tentativo del regime di Pyongyang di accrescere la tensione e l’instabilità della penisola. Una strategia mirata a «guadagnare maggiori concessioni diplomatiche» dalla comunità internazionale.