Chiusa la più piccola delle falle da cui, da venti giorni, si sta riversando il petrolio nel Golfo del Messico. La decisione è stata presa dalla Bp, la società proprietaria del pozzo, che oggi ha chiuso il più piccolo dei buchi venutisi a creare a ben 1.500 metri di profondità.
Un portavoce della Guardia Costiera statunitense ha aggiunto che questo non cambia la quantità del flusso di petrolio immesso in mare, ma semplificherà le operazioni di contenimento.
L’operazione è avvenuta grazie ad alcuni robot teleguidati che hanno “tagliato una sezione del tubo – come si legge in un comunicato – usato per portare il petrolio dal pozzo alla piattaforma, tappandolo con una valvola”.
La novità di oggi non ha comunque frenato l’avanzata del petrolio nel Golfo del Messico e da lì verso le coste degli Stati Uniti. “Il petrolio – si legge ancora nel comunicato – continua a riversarsi nel Golfo del Messico a una velocità di circa 5 mila barili al giorno”.
