WASHINGTON – I matrimoni tra gay diventeranno realta' nel Maryland la prossima settimana, quando il governatore Martin O'Malley apporra' la firma alla storica ma controversa nuova normativa, approvata di stretta misura dal senato locale con 25 voti a favore e 22 contrari.
Ma se il Maryland si accinge a divenire cosi' l'ottavo Stato dell'Unione a permettere le unioni tra omosessuali, la legge avra' ancora vita difficile.
Una serie di rappresentanti delle diverse chiese Usa, primi tra tutti i cattolici, si sono dichiarati nettamente contrari alla misura ed hanno annunciato una raccolta di firme per un referendum che abroghi la norma: in molti si aspettano che collezionare le circa 56 mila firme necessarie non sara' affatto difficile.
Intanto pero' i democratici che hanno fatto della nuova legge una priorita' ed i movimenti per diritti dei gay esultano.
Il Maryland infatti si aggiungera' ufficialmente alla manciata di stati che hanno gia' autorizzato le unioni tra persone dello stesso sesso: Connecticut, New Hampshire, Iowa, Massachusetts, New York, Vermont e Washington Dc.
"Il Maryland e' ora finalmente in grado di proteggere i diritti al matrimonio degli individui e la liberta' di religione e di espressione", ha commentato lo stesso governatore.
