GERUSALEMME – L'ampliamento di 2.000 alloggi, con l'aggiunta di una stanza, nel controverso quartiere di insediamento ebraico di Ramat Shlomo a Gerusalemme Est, e' stato autorizzato oggi dalla commissione per la programmazione e l'urbanizzazione del ministero dell'interno israeliano.
Secondo il comunicato del ministero la decisione vuole ''rispondere alle necessita' di numerose famiglie che soffrono di carenza di alloggi nel quartiere''.
Nel marzo del 2010 l'annuncio di un nuovo progetto immobiliare a Ramat Shlomo che prevedeva la costruzione di 1.600 nuovi appartamenti, aveva provocato forte tensione nelle relazioni di Israele con gli Stati Uniti che avevano denunciato il progetto, annunciato proprio quando si trovava in visita nel Paese il vice presidente Usa Joe Biden.
Gli Stati Uniti, l'Ue e quasi tutta la comunita' internazionale si oppongono all'espansione della presenza israeliana a Gerusalemme Est, ritenuta territorio occupato. Israele considera invece anche la zona est della citta', occupata nel 1967, parte della sua ''eterna e indivisibile capitale''. I palestinesi rivendicano Gerusalemme Est come futura capitale del loro costituendo stato. L'odierno annuncio del ministero dell'interno ha coinciso con la presenza a Gerusalemme del capo della diplomazia dell'Unione Europea, Catherine Ashton, per un colloquio con il premier Benyamin Netanyahu.