ROMA – Il 5 agosto del 2010 crollava la miniera di San Josè in Cile e 33 minatori rimanevano intrappolati, sospesi tra vita e morta in attesa di aiuti. Per salvare loro la vita si mobilitò il governo, lo stesso a cui ora 31 dei 33 minatori chiedono 340 mila euro a testa di risarcimento, per un totale di quasi 12 milioni di euro. La celebrità derivata dalla tragedia, che ha commosso e tenuto col fiato sospeso il mondo intero, ad un anno dalla tragedia è ormai affievolita, e i minatori che non hanno saputo far fruttare le offerte e il denaro ricevuti dall’improvvisa popolarità chiedono di tornare a lavorare in miniera, come riporta un’inchiesta del Sunday Telegraph.
Se Osman Araya e Dario Segova hanno saputo investire i soldi ricevuti da un miliardario benefattore e la loro popolarità per avviare un banchetto di frutta e verdura nel mercato di Copiapò, che ora vanta affezionati e soddisfatti clienti, gli altri ex compagni di sventura sono rimasti alla deriva dell’onda della popolarità conquistata, come nel caso di Edison Pena, il minatore e maratoneta che durante i mesi intrappolato nel sottosuolo si allenava correndo nei cunicoli e che ad un mese dal salvataggio corse alla maratona di New York. Ora ha problemi di alcol ed ha già speso tutti i soldi guadagnati in pochi mesi, tanto da aver confessato ad una radio cilena “forse era meglio se fossimo rimasti lì sotto”.
Non tutti però hanno ripreso una vita normale, c’è ancora chi come Josè Ojeda soffre di attacchi di panico ed incubi, sintomi di una sindrome da stress post-traumatico che non facilmente lo abbandonerà, e che gli ha impedito di riprendere il lavoro in miniera. Tornati alla vita le grandi speranze per il futuro si sono miseramente infrante per la maggior parte dei minatori, smantellata la miniera come i sogni dei minatori, il prossimo sabato il presidente Sebastian Pinera celebrerà l’anniversario consegnando al museo di Copiapò il pezzetto di carta che i minatori inviarono in superficie per segnalare di essere sopravvissuti al crollo. Una sorta di maledizione quella della miniera di San Josè, che non ha colpito solo i minatori, ma anche il presidente cileno Pinera, che da eroe nel coordinare le operazioni di salvataggio e mantenere il controllo sotto la pressione della stampa mondiale, ora scende di popolarità nei sondaggi dopo le difficoltà affrontate con le proteste degli studenti.