Morto il cristiano bruciato in Pakistan

Shazia Bashir, cameriera minorenne, stuprata e uccisa da un avvocato di Lahore dove faceva la cameriera

Il cristiano bruciato vivo da estremisti musulmani perche non si era voluto convertire all’islam è morto a Rawalpindi, in Pakistan.

La notizia è stata diffusa dal Pakistan Christian Post, giornale online affiliato a un partito cristiano locale. Il sito sembra un bollettino di guerra, con notizie di violenze di ogni tipo subite dai cristiani e annunci di manifestazioni di protesta: si bva dagli stupri al tentativo di esproprio forzato delle case, le uccisioni sono quotidiane.

Secondo il sito, un altro cristiano, Rashid George, è stato trattenuto per quattro giorni sotto l’accusa, apparentemente falsa, di furto, torturato e rilasciato solo dopo che la famiglia ha pagato una tangente alla polizia.

Ancora un altro cristiano, sempre secondo il sito Pakistan Christian Post, si sarebbe ucciso con un sonnifero.

Arshad Masih, 38 anni, aveva subito ustioni sull’80% del corpo e, secondo i medici dell’ospedale Sacra Famiglia dove era ricoverato, aveva poche probabilità di sopravvivere.

Sua moglie, Martha Bibi, aveva inoltre detto di essere stata stuprata da alcuni poliziotti della caserma dove era andata per denunciare il caso. La polizia è sospetata di avere fatto finta di niente, se non addirittura di connivenza, con gli assalitori. Il luogo dell’aggressione, compiuta davanti ai tre figli della coppia che hanno un’età fra 7 e 12 anni, si troverebbe a poca distanza dalla stazione di polizia. La coppia lavorava  dal 2005 presso una benestante famiglia musulmana, lei come domestica, il marito come autista.

Negli ultimi tempi erano però emersi dissapori a causa della loro fede cristiana e di un sospetto furto avvenuto nella casa. Masih aveva ricevuto pressioni da parte del suo datore di lavoro per abbracciare la religione mussulmana, ma lui si sarebbe rifiutato, secondo quanto riportato da AsiaNews, il sito internet del Pime (Pontificio Istituto Missioni Esteri) che per primo ha dato notizia della aggressione.

Negli ultimi tempi si sono ripetuti gli atti di violenza contro la minoranza cristiana pakistana che rappresenta l’1,6% della popolazione. Le organizzazioni cristiane locali si sono mobilitate ieri chiedendo al governo della provincia del Punjab di punire i responsabili dell’omicidio e avviare un’inchiesta sulla violenza sessuale.

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