
USA, NEW YORK – Ancora una crociata salutista per New York. La Grande Mela ha detto ‘no’ anche alle sigarette elettroniche nei luoghi pubblici, dove già da tempo e’ severamente vietato fumare le tradizionali ‘bionde’. Il provvedimento e’ stato approvato con larga maggioranza, 43 a favore e otto contrari e va ad ‘ingrossare’ i divieti previsti dallo ‘Smoke-Free Air Act’ del 2002.
Così, pochi giorni prima di lasciare City Hall, il sindaco uscente Michael Bloomberg puo’ aggiungere un altro annuncio di ‘missione compiuta’ alla serie di crociate intraprese per rendere New York una citta’ all’avanguardia dal punto di vista della sostenibilita’ e della difesa della salute. Con il divieto, che una volta firmato dal sindaco entrera’ in vigore entro quattro mesi, la metropoli Usa per antonomasia diventa la grande città del Paese ad aver bandito le sigarette elettroniche nei luoghi pubblici.
Potrebbero seguire presto il suo esempio anche Los Angeles e Chicago. Plauso all’iniziativa da parte dell’American Lung Association of the Northeast, secondo la quale rappresenta un passo in avanti dettato dal buon senso che aiutera’ a proteggere le persone dall’esposizione al fumo passivo. Meno entusiasti i produttori di sigarette elettroniche, convinti che il divieto di ‘svapare’ non abbia presupposti scientifici. I produttori hanno in effetti di che allarmarsi visto che secondo quanto scrive il Daily Beast, negli Stati Uniti quest’anno le vendite di sigarette elettroniche, inventate in Cina una decina di anni fa, potrebbero raggiungere il miliardo di dollari.
Diviso, da parte sua, il mondo scientifico dove tuttavia la sigarette elettronica sta guadagnando consensi perche’ considerata, se non altro, meno dannosa di quella tradizionale che negli Usa uccide 400mila persone all’anno, secondo quanto scrive il Wall Street Journal. I favorevoli, inoltre, sostengono che possa essere un valido mezzo per far perdere il vizio del fumo a piu’ di 40 milioni di americani e negano che ci sono prove che i vapori emessi siano tossici.
Ma per gli ‘svapatori’ non tutto e’ perduto. Se e’ vero che da un lato non potranno piu’ simulare in pubblico il piacere di una ‘bionda’ fumando vapore, dall’altra potranno ritrovarsi nei cosiddetti ‘vaporium’: una sorta di lounge, bar o caffe’ dove ci si sollazza con vapori che sanno di pancetta, gomma da masticare, vaniglia e tanti altri per oltre novanta tipi di aromi. A New York stanno spuntando in diverse zone dopo l’esempio dato dal primo, ‘Henley Vaporium’, aperto lo scorso ottobre a NoLita, nelle vicinanze di SoHo. L’ambizione della proprietaria, Talia Eisenberg, e’ di far diventare lo spazio uno ‘Starbucks’ per chi svapa.
