NEW YORK, STATI UNITI – ”Con quelle armi avrebbe potuto compiere una vera e propria strage”. La polizia di New York non ha ancora accertato le reali intenzioni del trentatreenne fermato nel giorno di Capodanno in un’affollatissima stazione della metro, proprio a due passi di Times Square. Un uomo armato fino ai denti, con una pistola e una mitragliatrice cariche e pronte per l’uso.
Il sospetto che stesse per entrare in azione e’ pesante, con gli investigatori impegnati a capire se si tratti semplicemente di uno squilibrato, di un ”lupo solitario”, oppure se dietro la vicenda ci sia una trama di tipo terroristico. L’uomo – il cui nome e ‘ Reggie Allen, originario della Carolina del Sud – e’ stato bloccato per caso.
La scena e’ quella che si ripete forse centinaia di volte ai tornelli della metropolitana, quella in cui i ragazzi saltano le sbarre di ferro per prendere il treno senza pagare il biglietto. Stavolta pero’ fortunatamente gli agenti in servizio presso l’affollatissima stazione all’incrocio tra la 42/ma strada e l’ottava avenue (dove si trova il Times Saquare Arts Center) e’ intervenuta ed ha afermato Allen.
Dopo averlo bloccato i poliziotti lo hanno perquisito e gli hanno trovato addosso una pistola Smith & Wesson calibro 45 carica, e in una sacca un mitra pronto per l’uso, oltre a un altro caricatore pieno di colpi e a decine di proiettili. Sulla nuca dell’uomo un inquietante tatuaggio con la scritta ‘Me Against the World’ (“Io contro il mondo”).
Al momento Reggie Allen e’ in stato di fermo per possesso di armi. Ma le accuse contro di lui potrebbero aggravarsi nelle prossime ore. Dopo l’attacco alle Torri Gemelle, Times Square e’ diventata una delle zone di New York ad altissima sorveglianza per il rischio attentati. E nei giorni attorno Capodanno – con i festeggiamenti principali nella Grande Mela proprio a Times Square – nella zona era stato proclamato lo stato di massima allerta.
Nel maggio del 2010 si scateno’ il panico dopo il ritrovamento di una vettura con a bordo un ordigno esplosivo. Ore dopo l’azione fu rivendicata dai talebani pachistani come risposta all’uccisione di due militanti islamici.
Ma e’ stato un Capodanno di paura anche nel popoloso distretto del Queens, dove si sono verificati quattro attentati con lancio di bombe molotov Una contro una moschea dove all’interno si trovavano almeno cento persone per una funzione religiosa. Per fortuna non si registra nessun ferito. Sono in corsi indagini per scoprire se dietro gli attacchi c’e’ una matrice di tipo razziale.
