
GIAPPONE, TOKYO – La Corea del Nord processerà i due cittadini americani detenuti, entrati nel Paese come turisti, con la volontà di “perpetrare atti ostili”. Lo riferisce un funzionario citato dall’agenzia Kcna, secondo cui i preparativi per portare dinanzi al giudice Matthew Miller e Jeffrey Fowle, rispettivamente arrestati ad aprile e a maggio scorsi, sono stati completati. “In base ai risultati delle indagini, i sospetti sugli atti ostili sono stati confermati sia dalle prove sia dalle loro testimonianze”.
Anche se le indagini andranno avanti, il processo sarà avviato “sulla base delle accuse già confermate”, ha aggiunto il funzionario citato dalla Kcna. Secondo le ricostruzioni fatte, soprattutto in base a fonti diplomatiche, Fowle è stato arrestato intorno alla metà di maggio, poco prima lasciare il Paese, a causa di una copia della Bibbia lasciata nell’albergo in cui aveva alloggiato. Miller, invece, è stato arrestato il 10 aprile per “il suo comportamento avventato” all’ingresso in Corea del Nord.
Il 20 maggio, il governo Usa ha esortato i suoi cittadini a non recarsi in Corea del Nord a causa di arresti arbitrari e di detenzione a lungo termine. Kenneth Bae, un altro cittadino statunitense, è detenuto dal 3 novembre del 2012. L’arresto scattò mentre era impegnato nella guida di un gruppo
turisti a Rason, zona economica speciale norcoreana a nordest, sul confine con Cina e Russia. Ad aprile del 2013, Bae, un missionario cristiano di origine coreane, è stato condannato a 15 anni di lavori forzati essendo stato ritenuto colpevole di un tentativo di rovesciare il regime di Pyongyang.
