Il 2 febbraio lo stesso Ahmadinejad aveva detto che l’Iran era pronto ad arrivare ad un accordo con la comunità internazionale per ricevere dall’estero il combustibile a base di uranio arricchito al 20%: di questo materiale ha bisogno per alimentare un reattore con finalità mediche, consegnando parte del suo uranio arricchito al 3,5%.
Il 5 febbraio il ministro degli Esteri Manuchehr Mottaki aveva affermato di essere convinto che un’intesa fosse vicina. Il 6 febbraio, però, dopo avere incontrato Mottaki a Monaco, il direttore generale dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea), Yukiya Amano, ha dichiarato che Teheran non gli ha presentato alcuna nuova proposta per arrivare ad un accordo.
Nella stessa giornata, il presidente del Parlamento iraniano ed ex capo negoziatore sul nucleare, Ali Larijani, ha definito «un imbroglio» l’offerta della comunità internazionale per lo scambio di uranio.