SYDNEY, 10 OTT – E’ lotta contro il tempo, al largo del porto di Tauranga nell’isola del nord della Nuova Zelanda, per estrarre 1700 tonnellate di petrolio pesante dal carico di una nave container di 236 metri che si e’ arenata mercoledi’ in una barriera corallina nella Bay of Plenty, mentre spesse bolle di petrolio cominciano a raggiungere le spiagge di un popolare villaggio turistico. Intanto il premier John Key, che ha sorvolato in elicottero la zona, chiede di sapere perché la nave ha urtato i banchi corallini in acque calme. Questo incidente pone ”interrogatovi seri”, che andranno indagati, ha detto.
Le delicate operazioni sono ostacolate dal maltempo, che secondo le previsioni peggiorera’ nei prossimi giorni. Se la nave di 47 mila tonnellate si spacchera’ nella burrasca, l’intero carico di carburante potrebbe riversarsi in mare, causando un enorme disastro ambientale in un’area incontaminata che ospita una ricca fauna di pesci oltre a pinguini blu, foche e procellarie.
Circa 250 persone, fra cui specialisti accorsi da Australia, Gran Bretagna, Olanda e Singapore, sono impegnate nelle operazioni di pompaggio, di raccolta e contenimento del petrolio riversatosi in mare dalla nave porta-container Rena, incagliata in una barriera corallina al largo dell’isola del nord della Nuova Zelanda e dalla quale si e’ sprigionata una macchia di carburante larga 5-6 chilometri che minaccia un disastro ecologico.
Intanto, 300 militari sono in standby per ripulire le spiagge minacciate dall’arrivo delle bolle di petrolio. Le autorita’ neozelandesi sperano che una volta estratto e pompato nei serbatoi di chiatte il petrolio a bordo del cargo container La Rena, sara’ possibile riportare in galleggiamento la nave, un compito di cui sono responsabili gli armatori, particolarmente complesso perche’ meta’ dello scafo e’ incagliato nella barriera mentre l’altra estremita’ galleggia ancora.
La Rena, registrata in Liberia, del gruppo armatoriale greco Costamare Inc., e’ carica per tre quarti con 2.100 container e 1.700 tonnellate di carburante pesante, 20 delle quali si sono già riversate in mare, causando un’onda nera di oltre 6 km e uccidendo gia’ numerosi uccelli marini. Gli armatori della nave non hanno dato una spiegazione per l’incidente, ma assicurano di ”collaborare pienamente con le autorita’ locali” per minimizzare il danno.
“Guardiamo con un occhio attento sia le previsioni del tempo, sia la struttura dello scafo”, ha detto a Radio New Zealand Bruce Anderson dell’autorita’ di sicurezza marittima, Maritime New Zealand. ”Vi e’ un vero rischio di gravi danni ambientali e su questo non ci facciamo illusioni. E’ per questo che lavoriamo 24 ore su 24 per pompare il carburante”, ha aggiunto. Il porto di Tauranga, 200 km a sudest di Auckland, e’ il maggior porto di esportazione del Paese e un centro di trasbordo di cargo.