Il ”body man” di Obama. Odia l’aria condizionata e fumava di nascosto

Il presidente Oma fuma una sigaretta di nascosto

WASHINGTON, STATI UNITI – Barack Obama detesta l’aria condizionata. Soprattutto in macchina. Non l’accende nemmeno in piena estate, quando, specialmente a Washington, si muore di caldo. Lo rivela Reggie Love, l’ex assistente, il ”body man”, del presidente americano, nella sua prima intervista da quando ha lasciato la Casa Bianca per tornare agli studi e ottenere un master in Business Administration all’Universita’ della Pennsylvania.

Reggie, laureato alla Duke University, compagno di partite di basket con il futuro presidente, ha seguito Obama sin dal 2006, quando era un semplice senatore. Poi e’ stato la sua ombra durante le primarie del 2008 fino alla conquista della Casa Bianca. E oggi che ha trent’anni, confida alla Abc che Obama, negli ultimi tempi, ha sostenuto fortemente la sua scelta di rimettersi a studiare.

”Per me e’ come un fratello maggiore, mi ha sempre appoggiato nelle mie decisioni, e mi e’ stato vicino anche stavolta”. Poi, rivela, questa particolare allergia del presidente verso l’aria condizionata. ”Andare in macchina con lui era un problema. La cosa che veramente mi uccideva era fare i lunghissimi viaggi assieme, sempre con l’aria condizionata spenta. Soprattutto in estate, io sudavo come un matto. Ma non c’era niente da fare. Anche quando fuori c’erano oltre 27 gradi – conclude Reggie – lui non cambiava idea. A volte ho rischiato persino di svenire”.

Una delle fissazioni di Obama, che, dopo tutto, pur essendo l’uomo più potente della terra, è umano. Vedi il vizio del fumo. Obama è abilmente riuscito durante la campagna elettorale del 2008 e svariati mesi nell’Ufficio Ovale a nascondere che, più o meno spesso, in qualche angolo non frequentato della Casa Bianca, si faceva un paio di sigarette, nonostante i rimbrotti della moglie, la first lady Michelle, che sapeva del vizio del marito.

Ma un presidente che condannava il fumo per i danni che procura alla salute e che non è mai stato tenero con le mega-industrie del tabacco, che lo considerano poco meno che il diavolo incarnato, non poteva continuare a fumare ed essere coerente con se stesso. Così, con un tremendo sforzo, come lui stesso ha ammesso, ha smesso di fumare. O così assicura.

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lgermini