Ohio: con le catene in Tribunale il bimbo che a dieci anni ha ucciso sua madre

Questa fotografia di due gambette, viste da dietro, tenute insieme da una catena per detenuti pericolosi e coperte da un paio di pantaloni abbondanti con due comunissime scarpe da tennis ha fatto il giro del mondo.

Siamo al Tribunale di Millersburg, Ohio:  quelle gambe appartengono un ragazzino di dieci anni che domenica sera a Big Prairie,  paese del cuore rurale dell’Ohio tra Cleveland e Columbus, ha ucciso sua madre con un solo colpo di carabina in testa.

Il ragazzino ha confessato. Dopo aver sparato a sua madre Deborah McVay’s, di 46 anni, è andato da un vicino di casa e gli ha detto: “Chiamate la polizia, ho sparato a mia madre”. L’hanno trovata riversa e senza vita nel salotto di un garage trasformato in un appartamentino di tre locali.

In quel garage – casa, con Deborah e con il suo assassino, vivevano altri due figli, Josh Mike, di 21 anni, e una quindicenne. Non c’è traccia di un padre, le cronache dicono che non si sa se Deborah McVay’s, che gestiva un centro di assistenza sanitaria e insegnava a bambini disabili, fosse sposata.

Nella cameretta del bambino sono stati trovati sul letto l’arma del delitto e un fucile da caccia calibro 12 e, appesa a una parete, una rastrelliera con dentro altre due carabine calibro 22, come quella che ha ucciso la signora Deborah.

“Una donna molto affettuosa”, l’ha definita il suo figlio maggiore. Tra i motivi che possano aver scatenato la furia omicidia di un bambino di soli dieci anni, si parla di una lite banale: Deborah sembra che abbia chiesto a suo figlio soltanto di andare a raccogliere la legna da ardere.

Il procuratore Steve Knowling ha detto che nella sua lunga carriera non ha mai visto niente di simile e aggiunge che i cacciatori nella zona sono tanti. Tra questi, probabilmente, ci sono i nonni che prima di morire lasciano ai nipoti il loro vecchio fucile come segno d’affetto. Lo stesso procuratore definisce “altamente insolito” per un minorenne tenere in camera delle munizioni, ma aggiunge che “non è raro che bambini di quest’età vadano a caccia”.

Il bambino, racconta un vicino, nel passato ha avuto dei problemi di comportamento. Uno di questi racconta: “Non era un ragazzo cattivo. So che aveva dei problemi a scuola, ma niente avrebbe potuto farmi immaginare che sarebbe arrivato a tanto” . Nel 2007, il ragazzino aveva infatti colpitoil direttore della sua scuola elementare con una paletta ed era stato trasferito in un istituto per bambini con problemi di comportamento.

Published by
Lorenzo Briotti